UN.I.D.E.A.


L'Unione Italiana Degli Esperti Ambientali
compie 66 anni


UN.I.D.E.A. è un'organizzazione senza fini di lucro. Nata nel 1949 come Associazione Nazionale dei Chimici dei Laboratori Provinciali di Igiene e Profilassi, rappresenta ora gli operatori laureati, senza distinzione di professionalità e di ruolo (tecnico, amministrativo e gestionale) delle strutture di vigilanza e controllo del territorio e di supporto e consulenza alle Regioni e agli Enti locali in materia ambientale.




“Il metodo CNS funziona. SNPA avanti così!”

La notizia era importante. Finalmente il 12 luglio il Consiglio Federale aveva approvato la proposta del documento denominato “Catalogo Nazionale dei Servizi del SNPA” (Bozza – Ed5Rev3 – Luglio 2016). Questo ha giustificato ampiamente il rincorrersi e riprendersi di entusiastici messaggi di istituzioni e singoli operatori. In tutti si citava il Consiglio del Sistema nazionale di cui all’art. 13 della legge approvata il 15 giugno e, al momento in cui scriviamo, non ancora apparsa sulla Gazzetta Ufficiale nonostante sia stata controfirmata dal Presidente della Repubblica ormai da una ventina di giorni.
Anche AmbienteInforma, nel suo ottavo notiziario settimanale, ne ha dato notizia ai suoi 43.000 destinatari in un articolo titolato “Primo Consiglio del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente” nel quale si dava conto della riunione alla presenza della sottosegretaria Degani e dell’on. De Rosa, uno dei firmatari della proposta di legge 68-110- 1945-B unitamente ai colleghi Realacci e Bratti. [“Leggi tutto”] (g.p.)




“Nota per il Consiglio Federale su Gruppo di Lavoro LEPTA”

Per tutti noi componenti del GdL60 LEPTA è motivo di orgoglio quello di proporre, in occasione della prossima riunione del Consiglio Federale (la prima dopo l'approvazione della Legge di istituzione del SNPA) l'allegato Catalogo Nazionale dei Servizi e Prestazioni del Sistema, previsto dall'art. 9 della Legge stessa. Tutti i partecipanti al GdL hanno contribuito con passione ed entusiasmo crescenti, soprattutto allorquando si è cominciato a percepire il buon esito dei lavori parlamentari in merito, consapevoli dell'importanza degli obiettivi assegnati in relazione alla approvata norma di riordino. [“Leggi tutto”] (g.p.)




“Chi, cosa e in che tempi. Qualche chiosa”

La settimana scorsa abbiamo predisposto una sorta di scheda con il testo di alcuni articoli che prevedono provvedimenti attuativi della legge recentemente approvata evidenziando tempi e titolari delle attività. Riportiamo di seguito, sintetizzando il testo normativo, alcune riflessioni nel merito da parte di Adriano Zavatti, già direttore tecnico dell’ ARPA Emilia­Romagna, attualmente past president di UN.I.D.E.A. Il riferimento alla scheda è negli articoli della legge. (g.p)
Almeno per questa volta il legislatore è stato di parola e, dopo un ritardo di tre legislature e poco comprensibili tentennamenti, la legge che ridà fiato alle Agenzie Ambientali, creando formalmente il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA) è stata rapidamente e definitivamente approvata dalla Camera, dopo il “rimbalzo” dal Senato. Dopo vent'anni di attività della rete delle Agenzie, che ha conosciuto alterne fasi e soprattutto una gestazione in sede regionale non ancora compiutamente terminata, si apre (forse) un nuovo e (speriamo) definitivo percorso. Chissà che questa volta l'intero complesso delle istituzioni chiamate ad agire, non ci faccia ricredere sulla loro ef icienza e, soprattutto, sulla volontà di portare avanti, in modo razionale e positivo, un iter normativo ancora aperto. Sono diverse infatti le incognite, collegate alla definizione ed emanazione di una serie di adempimenti nient'af atto formali, ma sostanziali, che devono dare al SNPA quella forza di intervento, che spesso gli è mancata, proprio per le carenze strutturali, organizzative e procedurali a cui gli atti ancora da perfezionare devono porre rimedio. Ovviamente ci riferiamo ai molti rimandi a decreti variamente attribuiti che, sia il SNPA nel suo complesso, sia gli organi di governo centrale e, successivamente, regionale, hanno l'obbligo di formulare ed emanare, previsti dalla nuova legge. Sono tanti, spesso assai complessi ed innovativi. Prevedono l'intervento di diverse amministrazioni e talora vanno a toccare tasti assai delicati, sia per quanto attiene le attribuzioni di competenze alle Agenzie, sia per l'equilibrio nei rapporti tra Stato e Regioni, notoriamente assai conflittuali e, alla luce della riforma istituzionale in itinere (con tutte le ben note incognite), ancor meno solidi.
Leggendo il testo di legge, possiamo rivedere gli adempimenti che dovranno essere perfezionati entro qualche mese, e possiamo valutarne la portata e le difficoltà.
[“Leggi tutto”] (a.z.)




“Ci sono impegni per tutti”

Aspettiamo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale per attivare la vigilanza sugli adempimenti previsti dalla legge di riordino dell'SNPA. Per primi gli automatici 180 giorni per la sua entrata in vigore. Dopo si va dai trenta ai 120 fino 180 come abbiamo sintetizzato nella scheda. Come abbiamo auspicato la scorsa settimana, i tempi devono essere rispettati, se non accelerati. Gli interlocutori sono molti e c'è bisogno di un programma coordinato e di una regia operativa mentre dal basso occorre una attenzione costante e una spinta determinata senza la quale la norma potrebbe rimanere lettera morta.
Le Regioni, e per esse, la Conferenza dovranno farsi carico di un impegno comune per evitare che occorrano altri dieci anni per portare il Sistema a regime. E tale compito è affidato all'assessore sarda Spano che coordina la V Commissione "Ambiente ed Energia". [“Leggi tutto”] (g.p.)




“La re-istituzione del Sistema”

Dopo l’approvazione definitiva alla Camera la scorsa settimana c’è stato un profluvio di apprezzamenti, rivendicazioni, e ringraziamenti a pioggia da parte di una serie di interlocutori istituzionali e non. Anche UN.I.D.E.A. esprime soddisfazione per il risultato ma senza trionfalismi di maniera. Del resto Luca Marchesi, presidente di AssoARPA, ha dichiarato, con i piedi ben per terra e consapevole della realtà, che “dopo un percorso di anni… si apre una nuova sfida” aggiungendo che il Sistema “deve essere all’altezza della complessità, delle sfide e delle attese del Paese”. Si è parlato di tre anni di dibattito acceso, si fa per dire, parlamentare mentre in realtà ci sono voluti una decina di anni e tre legislature per dare il via libera ad una “vecchia” proposta di legge che sarebbe stato meglio chiamare riforma o riordino visto che il Sistema era già stato istituito nei fatti fin dal dicembre 1993 con un decreto legge e si è strutturato a rete - con maglie disuguali, purtroppo - e auto coordinato nel corso degli anni.
I mezzi di informazione e, soprattutto, la pubblica opinione avranno invece pensato che fino ad ora non esistesse niente o che le Agenzie Ambientali per due decenni abbiano perso il loro tempo a girare a vuoto. [“Leggi tutto”] (g.p.)




“Le opinioni di quelli che contano nel SNPA”

UN.I.D.E.A. ha inviato ad alcuni responsabili delle Agenzie regionali un breve questionario per avere le loro opinioni sugli effetti di recenti normative nell’organizzazione e nella attività delle rispettive strutture. Le domande erano state predisposte prima dell’approvazione con modifiche da parte del Senato del D.d.L. n. 1458 e il conseguente rinvio alla Camera. Così pure le risposte di Massimo Blonda, direttore scientifico di ARPA Puglia e facente funzioni di direttore generale in attesa che la Regione nomini il successore di Giorgio Assennato.
Il provvedimento 68B è ora in sede referente alla VIII Commissione Ambiente, territorio, lavori pubblici di Montecitorio. Dopo un brevissimo avvio il 24 maggio, è in calendario per il prossimo 8 giugno e nella settimana successiva dal 14 al 17 ne è prevista la discussione in aula. Vedi l’intervista alla sezione “SNPA/AssoARPA”. (g.p.)




“L'informazione e la comunicazione del SNPA. Buona fortuna!”

Dopo una lunga sperimentazione è partita l'avventura di AmbienteInforma, la newsletter settimanale del SNPA. È arrivata nella nottata tra il 25 e il 26 maggio. Per una fortunata combinazione nel TG5 della sera precedente Stefania Nisio, geologa del Dipartimento Difesa del Suolo di ISPRA ed esperta di sinkholes, veniva intervistata sul disastro di Firenze. Due strumenti del Sistema agenziale per farsi conoscere. Nella presentazione si informa che il notiziario "sarà inviato a tutto il personale degli enti del SNPA e ad un indirizzario di stakeholder esterni (amministratori, tecnici, associazioni, imprese, categorie, media, ecc.) di circa 32.000, che progressivamente sarà sempre più esteso." Il buon senso e i due anni di collaborazione ad un quotidiano - e la frequentazione della redazione - mi rendono perplesso sulla efficacia e la penetrazione di un prodotto comunicativo che ambisce e pretende di rivolgersi a target così diversi. Mi riferisco, in particolare, ai mezzi di informazione e ai lettori di non elevata acculturazione o di scarso interesse per la materia nascosti dietro "ecc." Per il primo numero, preceduto dagli interventi di De Bernardinis, presidente dell'attuale Consiglio federale, e di Marchesi, presidente di AssoARPA, la redazione ha scelto due temi stagionali quali le acque di balneazione e i pollini, dimostrando di puntare, se non sulla notizia, almeno su temi di attualità. Opportunamente introdotti dal rinvio al documento dell'Agenzia Europea dell'Ambiente seguono una serie di contributi delle Agenzie di stile e contenuto diseguale con informazioni a volte ridondanti. [Leggi tutto] (g.p.)




“Chi c’è dietro la Ragioneria Generale dello Stato?”

Nel pomeriggio di mercoledì 18 maggio si è chiuso in Senato il percorso del D.d.L. n. 1458. In modo inglorioso e assurdo. Il testo della Camera è stato approvato integralmente e a larga maggioranza con la sola astensione, tra le maggiori formazioni politiche, della Lega Nord e di Forza Italia. Nel pomeriggio del giorno precedente abbiamo scoperto dalla relatrice Manassero all’inizio della seduta che ai sedici articoli del provvedimento ne era stato aggiunto un altro “… l'articolo 17 reca una disposizione che è stato necessario inserire in sede referente, a seguito del parere della Commissione bilancio, che ha subordinato l'espressione dell'avviso favorevole a condizione che il disegno di legge recasse una clausola complessiva di invarianza finanziaria.” Per i rilievi della Ragioneria Generale dello Stato. Lo stesso organo che non aveva avuto nulla da ridire sul testo approvato a Montecitorio e che nessun segnale aveva inviato nei due anni di giacenza alla 13^ Commissione Ambiente del Senato.
Nelle dichiarazioni di voto i rappresentanti di tutti partiti e movimenti hanno sottolineato la disomogeneità delle prestazioni da parte delle Agenzie regionali e provinciali e puntato il dito e avanzato riserve sulla piena realizzabilità del Sistema a rete senza finanziamenti certi. Quelli che si sono astenuti hanno anche reiterato la necessità di modifiche puntuali sul testo per evitare un ruolo centralistico di ISPRA in un modello “piramidale” e rivendicare per i LEPTA le caratteristiche peculiari dei territori. [Leggi tutto] (g.p.)




“L'inquinamento delle acque. Controllo e informazione”

In questo periodo i mezzi di informazione si sono occupati diffusamente della contaminazione delle acque superficiali e sotterranee. Da una parte la vasta eco - se ne sorprende anche il suo curatore - per un rapporto ISPRA che raccoglie i dati prodotti dalle Agenzie regionali e provinciali sulla presenza dei pesticidi e dall'altra la situazione creatasi in Veneto, in particolare nel vicentino, per la presenza di composti organici fluorurati - PFAS - a seguito delle emissioni di un insediamento industriale. Per il documento di ISPRA vedi alcune riflessioni di Adriano Zavatti, past president di UN.I.D.E.A., alla sezione "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A." Di entrambe le situazioni si è parlato nel corso di una seguita e affollata trasmissione mattiniera de La7 la scorsa settimana. C'era il rischio di fare confusione tra i due fenomeni per il tipo di inquinanti, l'origine, i tempi e le aree interessate con lo spettro - sempre presente in questi casi - dell'acqua del rubinetto incontrollata e del ricorso agli inutili filtri e alle costose acque minerali. L'ing. Paris, responsabile del Settore Sostanze Pericolose e presente in studio, ha illustrato brevemente il documento di ISPRA dimenticando purtroppo di citare la "manovalanza" del Sistema e ripetendo "il nostro monitoraggio" e "noi monitoriamo".
Per i PFAS abbiamo assistito allo show di un rappresentante della Associazione Medici per l'Ambiente che ha parlato di "1300 morti in 30 anni" e ha paragonato la situazione veneta con quella della Terra dei fuochi.
Certo è che in questo caso la mobilitazione è stata generale compresa l'iniziativa di un'indagine biologica sulla popolazione potenzialmente esposta. Dalla esemplare - per chiarezza e abbondanza di informazioni - pagina presente sul sito di ARPA Veneto e dalla lettura di alcuni quotidiani locali abbiamo appreso che nelle diverse fasi sono stati coinvolti enti e istituti come ISS, CNR, ENEA, OMS europea oltre l'Agenzia regionale per l'Ambiente. Non deve essere stato semplice il ruolo di coordinamento delle strutture regionali venete e occorre dargliene atto. (g.p.)




“Il Sistema Agenziale e la Polizia Ambientale”

È un momento particolarmente delicato e difficile per il sistema dei controlli ambientali nel nostro Paese. Dopo otto anni e tre legislature questa settimana l'ormai famoso D.d.L. n. 1458 dovrebbe essere discusso nell'aula del Senato per la definitiva approvazione. Due mesi di inutile presenza nel calendario dei lavori ma finalmente sembra che siano stati superati i rilievi della Ragioneria dello Stato sulla completa copertura delle previsioni "senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica". Ci auguriamo che sia così altrimenti un eventuale emendamento, che riassumesse i ben nove riferimenti già presenti, farebbe tornare il provvedimento alla Camera. Questo non solo allungherebbe i tempi ma ridarebbe fiato a chi vorrebbe "aggiornare" il testo e a chi vorrebbe definitivamente affossarlo ipotizzando diverse architetture organizzative pre referendum.
Contemporaneamente un'ipotesi ventilata nello scorso anno si sta per realizzare. Nell'ultimo fine settimana è stato organizzata a Roma un'iniziativa ad hoc dall'Arma dei Carabinieri, dal Corpo Forestale dello Stato e dal TECUM al chiuso di una caserma. Vedi il programma alla sezione "Formazione - Convegni-Congressi".
Ministri, parlamentari, magistrati, giuristi e associazioni ambientaliste hanno concelebrato - o assistito - alla nascita della Polizia Ambientale sugli sviluppi dell'accorpamento del CFS nell'Arma. Vedi alla sezione "SNPA/AssoARPA" le considerazioni di Luca Marchesi, presidente di AssoARPA, nella duplice veste di cronista e relatore della Conferenza.
È nota, per i ripetuti e non recenti interventi pubblici, la nostra posizione critica e motivata nei confronti della anomalia italiana della militarizzazione dei controlli tecnico-amministrativi. E non solo in campo ambientale.
Sembra tuttavia che lo schieramento delle forze decisionali e di opinione sia compatto in questa direzione. Da parte nostra proseguiremo comunque nell'evidenziare l'assurdità di questa situazione che ha provocato negli anni, in materia ambientale e sanitaria, vessatorie duplicazioni degli interventi, valutazioni difformi a parità di condizioni tecniche, costi sproporzionati rispetto alle roboanti statistiche.
In ogni caso vigileremo affinché almeno vengano definite con uno strumento normativo le regole, gli ambiti di intervento, i ruoli, i rapporti tra la Polizia Ambientale e il Sistema delle Agenzie ambientali. Sulla collaborazione e informazione reciproca siamo scettici in partenza visti i non risultati del protocollo siglato nel 2000. Funzionava in un'unica direzione. Il futuro Consiglio nazionale del sistema e AssoARPA devono attivarsi a questi fini per tutelare l'impegno degli operatori e l'immagine delle strutture. Con la nuova realtà sarà ancora più difficile. (g.p.)




“I miei quattro requisiti”

Il giorno stesso del suo addio ad ARPA Puglia Giorgio Assennato ha inviato una lunga e-mail agli "amici e colleghi". Una sorta di testamento spirituale e uno stimolo concreto e pragmatico ai responsabili del SNPA, ma anche a tutti gli operatori delle strutture, per un rinnovato impegno nella difesa del Sistema da "nemici" esterni e interni ad esso. I requisiti che propone - ma forse rivendica - per una efficace, credibile e visibile governance dell'ambiente sono frutto di una esperienza e di un impegno non comuni per una Agenzia del nostro sud alle prese con una realtà nella quale ambiente, salute, occupazione e sviluppo industriale hanno scatenato una invereconda strumentalizzazione. La lettera ha avuto un'eco notevole sui social media ed è stata ripresa quasi integralmente da ARPATnews. Abbiamo chiesto all'amico di scrivere un pezzo partendo dalle quattro parole d'ordine che caratterizzano il suo messaggio e la disponibilità, della quale lo ringraziamo, ci ha regalato il contributo che potete leggere alla sezione "SNPA/AssoARPA". (g.p.)




“Il coraggio di cambiare e la coerenza del sistema”

Leggiamo, con soddisfazione che la nuova legge sulle Agenzie Ambientali potrebbe essere in dirittura d'arrivo al Senato, dopo un faticoso, ma soddisfacente iter alla Camera. Questa notizia è di quelle buone, da segnare (speriamo) sul calendario, come quella, di qualche settimana fa, che la Regione Emilia-Romagna ha riformato la propria ARPA, ora ARPAE, con l'aggiunta di “Energia” all'acronimo, ma soprattutto con un profondo cambio di rotta istituzionale, con l'attribuzione alla nuova struttura delle competenze autorizzative in modo diretto. Abbiamo plaudito anche a questa seconda buona notizia, che innova profondamente il quadro amministrativo, con un coraggio nemmeno troppo affievolito dalla successiva delibera della Giunta Regionale, che imbriglia in qualche modo la nuova organizzazione.
Ci eravamo illusi che questa fosse una seconda primavera per le Agenzie e che il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA) previsto dalla proposta di legge e corroborato da anni di attività di AssoARPA, l'associazione tra le Agenzie Regionali in pieno rilancio, potesse muoversi su un terreno ancora inesplorato di un rinnovamento esemplare per tutte le istanze tecnico-amministrative del Paese. [Leggi tutto] (a.z.)




“Ora tutti devono rimboccarsi le maniche”

Dopo due anni di pantano in 13a Commissione il D.d.L. n. 1458 entra nell'aula del Senato in punta di piedi. E direi a sorpresa. Abbiamo dato notizia della calendarizzazione nei giorni 15-17 marzo anche se sarà difficile che se ne discuta questa settimana. In ogni caso la situazione è sbloccata e gli ultimi resistenti sembra che si siano arresi. Il testo è certamente datato ma il Sistema ha bisogno di un punto fermo e di un riferimento per rilanciarsi. E tutti gli operatori, i dirigenti e il management delle strutture devono impegnarsi - così come le Regioni - per creare finalmente una rete, prima di tutto omogenea nella qualità e nelle procedure tecniche e amministrative, affidabile e credibile per gli stakeholder pubblici e privati.
Adriano Zavatti, past president di UN.I.D.E.A., ha sottolineato la scorsa settimana gli elementi salienti del testo ed evidenziato alcuni punti critici.
Ora pubblichiamo un'intervista a tutto campo con Luca Marchesi, DG di ARPA FVG e presidente di AssoARPA. (g.p.)




“Ma sarà davvero la volta buona?”

Confessiamolo: ormai avevamo perso la speranza di vedere approvata la riforma del sistema della Agenzie Ambientali. Anzi, la sua istituzione. Erano infatti già due le legislature nelle quali la proposta di legge era stata incardinata alla Camera dei Deputati e che si era giunti, non certo con semplicità, ad avere, per ben due volte, un testo condiviso ampiamente da maggioranza ed opposizioni. Quello che c'era da dire, ancora qualche anno fa, era stato detto e sviscerato in tutte le sue sfaccettature. E UN.I.D.E.A. era stata ben presente nel segnalarne criticità e possibili soluzioni. L'approvazione alla Camera e la trasmissione al Senato, poi, aveva fatto tacere il dibattito, nella speranza che fosse la volta buona. Poi più niente per quasi due anni. Ora apprendiamo che è stato fissato il calendario del Senato, che ne prevede la discussione in aula a metà marzo e ci chiediamo, non senza un certo scetticismo, se sia davvero la volta buona. Chissà? [Leggi tutto] (a.z.)




“L'SNPA è in dirittura d'arrivo”

Mercoledì la relatrice Manassero, respingendo oltre un centinaio di emendamenti, ha licenziato dalla 13a Commissione permanente del Senato il D.d.L. n. 1458 recante "Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale" e il provvedimento è stato calendarizzato in aula nella settimana parlamentare dal pomeriggio del 15 alla mattinata del 17 di marzo.
È all'ultimo posto tra i decreti in approvazione e probabilmente non saranno quelli i giorni nei quali diventerà legge tuttavia riteniamo che lo sarà a breve vista l'approvazione all'unanimità della Camera dei deputati ormai da quasi due anni. Il testo è stato oggetto di discussione all'interno e all'esterno delle strutture destinate a entrare nella rete.
Anche UN.I.D.E.A. ha espresso formalmente le sue perplessità e proposto modifiche (ruolo dell'ISPRA, finanziamenti, etc.). Ora anche noi pensiamo che il provvedimento venga perfezionato. Andrà in vigore sei mesi dopo la pubblicazione e sono previsti altri sei mesi perché le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano adeguino le leggi che regolano le loro strutture. (g.p.)




Prosegue l’analisi di Adriano Zavatti sulla nuova situazione creatasi in ARPA Emilia­Romagna a seguito di atti regionali. A conferma di un ruolo sempre più rilevante dell’Ente Regione, anche a livello organizzativo interno della struttura, dal primo marzo assumerà l’incarico di Direttore Generale Giuseppe Bortone, attualmente Direttore Generale dell’Assessorato ambiente, difesa del suolo e della costa. (g.p.)

“La nuova ARPAE: primi passi difficili?”

Con L.R. n.13 del 30 luglio 2015 la Regione Emlia­Romagna ha profondamente innovato l'assetto istituzionale in seguito all'abolizione delle Province. Come era evidente, uno dei passaggi più complessi non poteva che riguardare la ri­attribuzione delle competenze ambientali, già totalmente (o quasi) demandate alle scomparenti amministrazioni. Già abbiamo esultato alla innovazione introdotta, che attribuisce alla neonata Agenzia ARPAE l'autorità autorizzatoria, ricomponendo in capo al nuovo soggetto l'intero processo di “controllo ambientale” (latu sensu), ovverosia dal monitoraggio dell'ambiente, al controllo dei fattori di pressione ed ora anche al controllo preventivo, attraverso le varie autorizzazioni ambientali. Dunque un atto coraggioso da parte della Regione, che la pone senza alcun dubbio all'avanguardia nella definizione dei compiti delle Agenzie Ambientali italiane.
I problemi da affrontare, ne eravamo certi, non sarebbero stati né pochi e né semplici. Ci permettemmo anche di accennare ad alcuni suggerimenti organizzativi, che, nella nostra esperienza, potevano essere utili a sciogliere alcuni nodi, non ultimo quello della incompatibilità, crediamo più apparente che reale, tra organo autorizzatore e controllore. Ciò che ritenevamo e riteniamo da sottolineare è comunque la unitarietà della “lettura” dell'ambiente e del territorio, che ARPAE può offrire. [Leggi tutto] (a.z.)




A proposito della legge regionale n. 13/2015 riportiamo di seguito le riflessioni e le proposte riorganizzative di Adriano Zavatti, past president di UN.I.D.E.A. e primo direttore tecnico di ARPA Emilia-Romagna dal maggio 1996 al gennaio 2004.

“ARPAE: il coraggio di cambiare”

Con la “scomparsa” delle Province si è imposto un ripensamento della distribuzione delle competenze, che erano proprie di questo ente, in particolare per quanto attiene quelle “ambientali”, già attribuite da leggi nazionali o delegate dalle Regioni, soprattutto in quelle, come l'Emilia-Romagna, che si erano quasi totalmente spogliate di ogni potere autorizzatorio, demandandolo alle Province.
A chi dunque attribuire tale facoltà, finora gelosamente conservata ad un ente elettivo di primo livello? E' pur vero che, diversamente dal passato, dopo la netta distinzione tra indirizzo politico e gestionale, gli atti erano attribuiti alla dirigenza, ma era comunque l'”ente” che ne garantiva la “copertura” amministrativa e, bene o male, ne manteneva in capo alla “politica” la responsabilità, sia pure indiretta, con tutte le implicazioni del caso.
Il percorso dell'atto era dunque, in linea di massima: richiesta di autorizzazione del privato → provincia → richiesta di parere ad ARPA ed altri enti tecnici → conferenza dei servizi → parere → rilascio autorizzazione.
Scomparendo l'”ente provincia”, il problema dell'attribuzione è immediato e assai rilevante. Le strade da percorrere, volendo mantenere la potestà in capo ad un ente elettivo sarebbero due: comune (singolo o associato o area metropolitana, nei casi previsti) o regione stessa. In entrambi tuttavia le implicazioni organizzative e procedurali non sarebbero di poco conto. [Leggi tutto] (a.z.)




“ARPA Emilia-Romagna cambia sigla e logo. E non solo”

Mauro Bompani scrive su Ecoscienza 5/2015 che “ARPAE non è un’ARPA più grande ma è un altro soggetto, ampiamente nuovo per compiti istituzionali, posizione nella governance ambientale, sedi territoriali.” E aggiunge che “Il dato saliente della nuova Agenzia è l’acquisizione di poteri autorizzativi e concessori.” Il responsabile comunicazione dell’Agenzia, illustrando il nuovo marchio – molto efficace e accattivante graficamente –, mette in evidenza l’elemento più innovativo introdotto dalla L.R. n. 13/2015 (vedi alla sezione “Normativa - Normativa Regionale - Emilia-Romagna”) in applicazione della L. 56/2014 c.d. Delrio.
A differenza della Toscana e di altre Regioni che riprendono le competenze in precedenza attribuite alle Province, l’Emilia-Romagna, con una ottima norma onnicomprensiva, fa un passo ulteriore e riordina tutte le competenze lasciando alle nuove e alle vecchie strutture l’onere della riorganizzazione interna per adempiere alle materie e ai compiti ora affidati. [Leggi tutto] (g.p.)




“Preferiamo i calci negli stinchi agli ammiccamenti complici”

Avremmo voluto occuparci di altri temi ma I nostri recenti interventi sulla inefficacia delle attività di comunicazione del SNPA nei confronti dei massmedia hanno suscitato molte reazioni. Avevamo citato le premesse-denuncia di un documento ufficiale del GdL Comunicazione e abbiamo assistito per i PM10 alla ennesima orgia di interventi da parte di "esperti di qualsiasi ora" che, recuperando rapidamente indagini e ricerche vecchie e ritrite, hanno discettato per giorni sui giornali e sulle televisioni. Nonostante qualche citazione e intervista di Agenzie locali, il Sistema non è stato in grado di presentarsi ai cittadini e alle amministrazioni per quello che è e che rappresenta. Nel caso specifico gestore affidabile di tutte le reti di rilevamento della qualità dell'aria, gestore in molte Agenzie di qualificate reti meteo e apprezzati sistemi di modellistica previsionale, in alcune presenza di strutture dedicate alla epidemiologia ambientale.
Tra i commenti, tutti ampiamente positivi con qualche riserva sulle difficoltà applicative, ne vogliamo citare uno per la qualifica e la struttura di provenienza dell'autore. Responsabile della comunicazione in una prestigiosa Agenzia regionale. Dopo averci accusato di "pressapochismo" e definito il nostro contributo un "calcio negli stinchi" al Sistema, il nostro afferma di essere "totalmente d'accordo sulla necessità di dare forma e anche struttura autonoma alla comunicazione del sistema." E aggiunge "Su ruolo, Statuto e mission di un sistema comunicativo del SNPA occorre una discussione molto franca. Finora tutti i tentativi hanno prodotto poco, molto poco: chiediamoci il perché." E` appunto quello che UN.I.D.E.A. sta facendo! E non da ora e non solo su questo tema strategico ma per ogni elemento o attività utili al rilancio e alla sempre maggiore credibilità operativa e alla visibilità del Sistema. (g.p.)