L'Unione Italiana Degli Esperti Ambientali
ha compiuto 60 anni
UN.I.D.E.A. è un'organizzazione senza fini di lucro. Nata nel 1949 come Associazione Nazionale dei Chimici dei Laboratori Provinciali di Igiene e Profilassi, rappresenta ora gli operatori laureati, senza distinzione di professionalità e di ruolo (tecnico, amministrativo e gestionale) delle strutture di vigilanza e controllo del territorio e di supporto e consulenza alle Regioni e agli Enti locali in materia ambientale.
Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri
Mario Monti
Signor Presidente, nell’ultima conferenza stampa, finalmente ho sentito dal ministro Giarda le magiche parole: “riorganizzazione della pubblica amministrazione”, che i precedenti ministri avevano pervicacemente ignorato o malamente travisato. Questa è la vera soluzione di riforma della pubblica amministrazione e della spesa pubblica per il rilancio dell’Italia. E non costa niente, o assai meno che non farla. Si tratta di avere fantasia e coraggio nel proporre, per TUTTE le pubbliche amministrazioni, una innovazione nella organizzazione interna ed esterna. I risparmi sarebbero assicurati anche nel breve- medio periodo. Almeno un esempio: riallocazione territoriale delle funzioni laboratoristiche delle ARPA, con creazione di uno o due sedi per regione o sedi sovra-regionali: oggi ogni provincia ha un laboratorio che possiede un parco strumenti di uno o più milioni di euro e decine di addetti. Con una riorganizzazione adeguata si possono risparmiare almeno 10 milioni di euro per regione; totale 200 milioni o più solo di strumenti, liberando risorse umane per altri servizi di controllo ambientale e la produttività e la qualità aumenterebbero (esempi concreti, anche se ancora parziali si possono fare in quelle regioni che si sono mosse su questa strada).Leggi tutto il documento, in formato pdf
Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti (a.z.)
Riprende alla Camera la discussione sul riordino del Sistema agenziale.
L'UN.I.D.E.A. chiede di essere audita.
A fine ottobre l'VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, dopo aver abbinato le due proposte di legge del 2008 e del 2010 - vedi i testi alla Sezione “Sistema agenziale (2008, Realacci e Martella) - Sistema agenziale (2010, Bratti ed altri)", ha iniziato la discussione dei testi e nella riunione successiva del 31 gennaio ha deciso di affidare al relatore Tortoli, vice Presidente della Commissione, e ad un comitato ristretto l'avvio delle audizioni che partiranno il 6 marzo con un incontro informale con rappresentanti dell'ISPRA. Come risulta dai verbali delle due sedute - vedi alla Sezione " Sistema agenziale - tutte le forze politiche hanno espresso apprezzamento per le proposte e hanno dichiarato la necessità di arrivare in tempi rapidi all'unificazione dei testi e all'approvazione della norma. In effetti i contenuti dei due testi sono largamente condivisibili e agevolmente integrabili.
L'UN.I.D.E.A. - vedi la nota del Presidente Zavatti - ha chiesto al Presidente Alessandri di poter fornire un contributo alla discussione.
I lettori conoscono le posizioni dell'Associazione e le proposte per la riorganizzazione del Sistema agenziale più volte ribadite in iniziative pubbliche. Ne vogliamo riportare alcune indispensabili per dare finalmente credibilità tecnica e operativa al Sistema:
- razionalizzazione organizzativa delle strutture in termini di logistica, personale e apparecchiature e forte integrazione interagenziale;
- certezza dei finanziamenti ad hoc al di fuori dei Fondi Sanitari Regionali;
- chiarezza dei ruoli sul territorio del personale agenziale rispetto agli altri attori e definizione di strumenti di coordinamento e di reciproca obbligatoria informazione;
- programmazione delle frequenze degli interventi sulla base di priorità derivanti dalla conoscenza del territorio;
- omogeneità a livello nazionale delle procedure e del reporting delle ispezioni e e delle risultanze tecnico-analitiche in laboratorio e in campo e delle conseguenti azioni amministrative. In particolare a proposito delle misure dovrà sempre essere assicurata nei rapporti di prova la presenza dell'incertezza e la sua valutazione nelle verifiche di conformità secondo i criteri definiti dalla Linea Guida ISPRA 52/2009 e smi. (g.p.)
Il Sistema agenziale ha bisogno dell’Ispettore ambientale. UPG e TPALL? No, grazie!
Il Sistema ambientale deve, anche sulla base di precise richieste dell'Unione Europea, dotarsi di personale tecnico-specialistico che sia soprattutto in grado di confrontarsi con i responsabili tecnici delle imprese sulla base di conoscenze pariteticamente approfondite degli impianti e dei processi.
Ne parleremo più avanti ma vogliamo informare i nostri lettori, interni ed esterni al Sistema, su un tema, a nostro avviso secondario rispetto alla qualificazione dell’ispettore ambientale. Il personale delle agenzie che opera sul territorio per la vigilanza e il controllo deve avere la qualifica di UPG per poter svolgere al meglio le funzioni di controllo tecnico-amministrativo loro affidato? Siamo decisamente contrari.
A questo proposito il Consiglio Federale nel febbraio 2011 decise di affrontare il tema partendo da premesse del tutto condivisibili sul ruolo delle strutture e dalla constatazione di una situazione inaccettabile disomogeneità e affidò ad un GdL il compito di esaminare la situazione dal punto di vista organizzativo e giuridico per poterne discutere in un Seminario riservato che si è tenuto a dicembre.
Nella pagina “Sistema agenziale” riportiamo due documenti che dovrebbero essere alla base di qualsiasi discussione in proposito: l’Art. 23 della L. 3.2.2003 n. 14 che autorizzava il Governo ad adottare un “apposito regolamento” di attuazione delle richieste della Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio 2001/331/CE che stabiliva i criteri minimi per le ispezioni ambientali negli Stati membri. Naturalmente stiamo ancora aspettando il “regolamento”.
Nel recente dicembre il GdL ha presentato una complessa relazione discussa nell’ambito di un Seminario interno che ha provocato una sorta di spaccatura tra i responsabili delle Agenzie. Ed è tuttora in discussione. Ci risulta che la divisione si è verificata sulla bizantina disputa sulla liceità o meno di poter attribuire o meno la qualifica di UPG al personale delle Agenzie operante sul territorio vista la non previsione della L. n. 61/94. Ci sembra un paradosso! Se mai, proprio la declaratoria della citata norma potrebbe far discutere se sia necessaria, opportuna, indispensabile e funzionale questa ulteriore qualifica per il pieno e soddisfacente svolgimento dell’attività di vigilanza e controllo delle Agenzie non identificabile né sovrapponibile o confrontabile con quella investigativa di organismi militari o paramilitari. È un equivoco storico e un’anomalia del nostro Paese. La fungibilità delle funzioni. Nessun ufficiale, sottufficiale o graduato dei CC, della GdF o del CFS può svolgere le funzioni proprie dell’Ispettore ambientale come nessuno di questi ultimi può pensare di svolgere quella degli altri. Gli obiettivi e la preparazione tecnica sono – o dovrebbero essere – diversi e i ruoli non fungibili.
Compito del nostro Paese deve essere quello di mettere a disposizione delle Agenzie ispettori ambientali con le caratteristiche culturali e le capacità professionali previste dalle Linee Guida dell’IMPEL (IMPlementation and enforcement of Environmental Law – impel.eu) in fase di upgrade e il Sistema agenziale dovrebbe farsi carico di farlo direttamente o sollecitando il MIUR a creare lauree triennali ad hoc.
A proposito di preparazione siamo dell’avviso che quelle che portano al titolo di TPALL siano del tutto inadeguate, sanitariocentriche e generaliste e che hanno scarse affinità con le strutture del Sistema Agenziale. Basta esaminare i piani di studio del Corso di Laurea per rendersi conto della prevalente ottica e attenzione verso gli aspetti sanitari e tipici dei diversi Servizi dei Dipartimenti di Prevenzione medica e veterinaria delle ASL. In quello dell’Università di Torino organizzato da due Facoltà di Medicina, una di Veterinaria, una di Farmacia e anche da quella di Scienze MFN con il coordinamento del Politecnico per la parte ingegneristica, oltre l’80% dei CFU dedicati a materie specifiche son prettamente sanitari mentre in quello predisposto dalla Facoltà di Medicina e Farmacia dell’Università “La Sapienza” di Roma si dichiara nella presentazione che “I laureati sono operatori cui competono le attribuzioni previste dal D.M. 58/97 e smi; ovvero sono responsabili, nell’ambito delle loro competenze, di tutte le attività di prevenzione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene sanità pubblica veterinaria. I laureati … sono, nei limiti delle loro attribuzioni, ufficiali di polizia giudiziaria.”
Accanto a questa assurdità nella preparazione specifica si aggiunge, come sostengono alcuni, anche il vincolo dell’attribuzione della qualifica di UPG che porta altra acqua al mulino di chi vuole disperatamente questa incomprensibile qualifica.
Ripetiamo. Il Sistema agenziale ha bisogno solo degli Ispettori ambientali. Come in tutta Europa. (g.p.)