UN.I.D.E.A.


L'Unione Italiana Degli Esperti Ambientali
ha compiuto 60 anni


UN.I.D.E.A. è un'organizzazione senza fini di lucro. Nata nel 1949 come Associazione Nazionale dei Chimici dei Laboratori Provinciali di Igiene e Profilassi, rappresenta ora gli operatori laureati, senza distinzione di professionalità e di ruolo (tecnico, amministrativo e gestionale) delle strutture di vigilanza e controllo del territorio e di supporto e consulenza alle Regioni e agli Enti locali in materia ambientale.




Il Sistema agenziale ha bisogno dell’Ispettore ambientale. UPG e TPALL? No, grazie!

Ne abbiamo scritto alcune settimane fa riportando le determinazioni dell’ultimo Consiglio Direttivo dell’UN.I.D.E.A. – vedi di seguito nella “Home” di metà dicembre. Ne abbiamo fatto oggetto di interventi sul BEA e nella Tavola Rotonda conclusiva dell’ultimo Congresso nazionale mentre un intero capitolo della relazione introduttiva del presidente Zavatti era dedicata all’argomento con una chiara e netta presa di posizione.
Il Sistema ambientale deve, anche sulla base di precise richieste dell'Unione Europea, dotarsi di personale tecnico-specialistico che sia soprattutto in grado di confrontarsi con i responsabili tecnici delle imprese sulla base di conoscenze pariteticamente approfondite degli impianti e dei processi.
Ne parleremo più avanti ma vogliamo informare i nostri lettori, interni ed esterni al Sistema, su un tema, a nostro avviso secondario rispetto alla qualificazione dell’ispettore ambientale. Il personale delle agenzie che opera sul territorio per la vigilanza e il controllo deve avere la qualifica di UPG per poter svolgere al meglio le funzioni di controllo tecnico-amministrativo loro affidato? Siamo decisamente contrari.
A questo proposito il Consiglio Federale nel febbraio 2011 decise di affrontare il tema partendo da premesse del tutto condivisibili sul ruolo delle strutture e dalla constatazione di una situazione inaccettabile disomogeneità e affidò ad un GdL il compito di esaminare la situazione dal punto di vista organizzativo e giuridico per poterne discutere in un Seminario riservato che si è tenuto a dicembre.
Nella pagina “Sistema agenziale” riportiamo due documenti che dovrebbero essere alla base di qualsiasi discussione in proposito: l’Art. 23 della L. 3.2.2003 n. 14 che autorizzava il Governo ad adottare un “apposito regolamento” di attuazione delle richieste della Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio 2001/331/CE che stabiliva i criteri minimi per le ispezioni ambientali negli Stati membri. Naturalmente stiamo ancora aspettando il “regolamento”.
Nel recente dicembre il GdL ha presentato una complessa relazione discussa nell’ambito di un Seminario interno che ha provocato una sorta di spaccatura tra i responsabili delle Agenzie. Ed è tuttora in discussione. Ci risulta che la divisione si è verificata sulla bizantina disputa sulla liceità o meno di poter attribuire o meno la qualifica di UPG al personale delle Agenzie operante sul territorio vista la non previsione della L. n. 61/94. Ci sembra un paradosso! Se mai, proprio la declaratoria della citata norma potrebbe far discutere se sia necessaria, opportuna, indispensabile e funzionale questa ulteriore qualifica per il pieno e soddisfacente svolgimento dell’attività di vigilanza e controllo delle Agenzie non identificabile né sovrapponibile o confrontabile con quella investigativa di organismi militari o paramilitari. È un equivoco storico e un’anomalia del nostro Paese. La fungibilità delle funzioni. Nessun ufficiale, sottufficiale o graduato dei CC, della GdF o del CFS può svolgere le funzioni proprie dell’Ispettore ambientale come nessuno di questi ultimi può pensare di svolgere quella degli altri. Gli obiettivi e la preparazione tecnica sono – o dovrebbero essere – diversi e i ruoli non fungibili.
Compito del nostro Paese deve essere quello di mettere a disposizione delle Agenzie ispettori ambientali con le caratteristiche culturali e le capacità professionali previste dalle Linee Guida dell’IMPEL (IMPlementation and enforcement of Environmental Lawimpel.eu) in fase di upgrade e il Sistema agenziale dovrebbe farsi carico di farlo direttamente o sollecitando il MIUR a creare lauree triennali ad hoc.
A proposito di preparazione siamo dell’avviso che quelle che portano al titolo di TPALL siano del tutto inadeguate, sanitariocentriche e generaliste e che hanno scarse affinità con le strutture del Sistema Agenziale. Basta esaminare i piani di studio del Corso di Laurea per rendersi conto della prevalente ottica e attenzione verso gli aspetti sanitari e tipici dei diversi Servizi dei Dipartimenti di Prevenzione medica e veterinaria delle ASL. In quello dell’Università di Torino organizzato da due Facoltà di Medicina, una di Veterinaria, una di Farmacia e anche da quella di Scienze MFN con il coordinamento del Politecnico per la parte ingegneristica, oltre l’80% dei CFU dedicati a materie specifiche son prettamente sanitari mentre in quello predisposto dalla Facoltà di Medicina e Farmacia dell’Università “La Sapienza” di Roma si dichiara nella presentazione che “I laureati sono operatori cui competono le attribuzioni previste dal D.M. 58/97 e smi; ovvero sono responsabili, nell’ambito delle loro competenze, di tutte le attività di prevenzione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene sanità pubblica veterinaria. I laureati … sono, nei limiti delle loro attribuzioni, ufficiali di polizia giudiziaria.”
Accanto a questa assurdità nella preparazione specifica si aggiunge, come sostengono alcuni, anche il vincolo dell’attribuzione della qualifica di UPG che porta altra acqua al mulino di chi vuole disperatamente questa incomprensibile qualifica.
Ripetiamo. Il Sistema agenziale ha bisogno solo degli Ispettori ambientali. Come in tutta Europa. (g.p.)




Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri
e al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
e del Mare

Riportiamo di seguito il testo integrale della documento inviato da Adriano Zavatti al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Corrado Clini e per conoscenza al Sen. Antonio D'Alì e all'On. Angelo Alessandri, Presidenti delle Commissioni Ambiente dei due rami del Parlamento con la seguente nota di accompagnamento:
Egregi signori,
mi è gradito informarvi che sul sito della scrivente Associazione www.unideaweb.it è riportato il testo della lettera aperta che alleghiamo. In rappresentanza degli operatori del Sistema delle Agenzie Ambientali e nella piena consapevolezza della delicata situazione del Paese, abbiamo voluto mettere in evidenza alcuni dei problemi che sono alla base dello stallo nella quale l'intero Sistema - ISPRA e Agenzie regionali e provinciali - si trova e nella indispensabilità di un rilancio delle attività e di riacquisizione di credibilità e riconoscibilità omogenea da parte dei cittadini e delle imprese. Tutti i temi che ci permettiamo di sottoporre possono essere affrontati e risolti a costo zero ma necessitano di un impegno forte e coordinato dei livelli centrali e periferici.
Nel ringraziarvi per l'attenzione e nel rinnovare la disponibilità alla massima collaborazione, colgo l'occasione per inviare distinti saluti.
Leggi, in formato pdf, il documento
Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (g.p.)




Un'incredibile e non comune continuità

Il 2011, nelle intenzioni del Consiglio Direttivo dell’UN.I.D.E.A., ha segnato un rilancio dell’Associazione. Col Congresso di Perugia, denso di argomenti scientificamente approfonditi da colleghi, il cui grande impegno è stato premiato da una partecipazione attiva e numerosa, nonostante il periodo assai critico che stiamo vivendo, assieme alle Agenzie e all’intero Paese. È un segno di inesausta vitalità e di sincero impegno di tutti gli operatori dell'Agenzie, oggi come ieri, come dimostra un breve, ma significativo escursus nel passato remoto dei temi affrontati nei congressi dell’Unione, fin dalla costituzione formale – la fondazione è dell’anno precedente - nel 1949, che abbiamo raccolto e che viene ora presentato nella nuova sezione “Chi siamo - I nostri Congressi”. Anche in tempi lontani questo impegno, intelligente e lungimirante, certamente non mancava e questo dovrebbe essere di esempio alle nuove generazioni che si affacciano a un futuro forse incerto per molti versi, ma per il quale occorre altrettanta forza e convinzione nell’affermare la necessità di un serio approccio scientifico e organizzativo. A tutti i soci ed agli amici dell’Associazione, assieme ad un augurio per le festività, quello di un 2012 pieno di soddisfazioni ed un richiamo a non abbandonare la volontà di rinnovamento e di miglioramento continuo nel proprio lavoro, come reali e consistenti risorse di affermazione della professionalità e della competenza in un mondo competitivo.
Adriano Zavatti




Auguri e impegni per l'ambiente

Vogliamo affidare i nostri auguri per le prossime festività ai soci e ai lettori del sito ad un messaggio - riportato di seguito - che ci è pervenuto in questi giorni da parte di un operatore del Sistema agenziale. Giovane, pragmatico, motivato e con le idee chiare. Crediamo che sia l'approccio più positivo per affrontare un difficile 2012. Da molti punti di vista. (g.p.)

"La complessità dell’attuale quadro economico ha determinato in questi anni una frenetica attività delle Amministrazioni centrali e periferiche per ridurre i costi di funzionamento. È stato quindi inevitabile che venissero coinvolti in questo processo i vari soggetti che si occupano di protezione dell’ambiente. In un momento di grande difficoltà è doveroso che tutti partecipino allo sforzo necessario a garantire la stabilità ed il futuro del Paese. Occorre però valutare con attenzione in quali settori e con quali modalità operare i tagli. Il sistema delle agenzie di protezione dell’ambiente deve necessariamente avviare, laddove non sia già avvenuto, e completare, dove ha già avuto inizio, un percorso di ottimizzazione delle risorse che, superando le resistenze interne, talvolta localistiche e settoriali, battaglie di retroguardia, approdi a modelli organizzativi funzionali ed efficaci che certamente comporteranno per molti operatori delle novità e magari la perdita di qualche privilegio, reale o presunto.
Se però è ormai divenuto ineluttabile organizzarsi in modo efficiente, è tuttavia fondamentale che le Regioni garantiscano un idoneo e finalizzato finanziamento alle Agenzie perché la protezione dell’ambiente costituisce per il nostro Paese e per la stessa Europa una necessità. La “sopravvivenza” del vecchio continente passa infatti anche attraverso la nostra capacità di salvaguardare un modello sociale ed economico di elevata qualità, pur nella compatibilità delle risorse, di cui l’ambiente è parte integrante." (c.d.)



Atti del 32° Congresso nazionale UN.I.D.E.A.

Nella pagina "Pubblicazioni - Segnalazioni" presentiamo un'anticipazione del numero speciale del Bollettino degli Esperti Ambientali, il BEA, in corso di stampa contenente tutte le relazioni congressuali presentate a Perugia a maggio e i contributi tecnico-scientifici ex poster. Il volume di 170 pagine, che sarà inviato al MATTM, all'ISPRA e alle Agenzie ambientali regionali e provinciali, rappresenta lo stato dell'arte delle attività delle strutture del Sistema agenziale nelle diverse matrici ad ulteriore conferma di un patrimonio di dati, di cultura e di impegno che non ha confronti nel nostro paese e nulla da invidiare in campo europeo. Peccato che ci si ostini a non riconoscerlo ai livelli decisionali e nella pubblica opinione. (g.p.)




PROPOSTE E ATTIVITÀ DELL'UN.I.D.E.A.

Dei vari temi trattati dal Consiglio Direttivo dell’Associazione nella riunione del 3 dicembre a Bologna, uno ha riguardato l’applicazione e l’applicabilità da parte delle Agenzie delle Linee guida sull’incertezza di misura – fra l’altro in fase di upgrade da parte di un GdL ISPRA/ARPA-APPA. Da informazioni assunte presso le strutture risulta una classica situazione a macchia di leopardo e, comunque, del tutto negativa. Solo un paio di Agenzie hanno recepito il documento con atto formale senza per altro renderne obbligatoria l’osservanza ma “suggerendone o ritenendone opportuna l’applicazione”. Nella maggior parte dei casi i produttori di dati non aggiungono l’incertezza della misura ai risultati analitici e nei pochi casi di “correttezza/coraggio”, il Servizio/Ufficio che deve procedere alla contestazione o alla non contestazione non ne tiene alcun conto. "Leggi tutto" (g.p.)



Aggiornamenti sul sito

Chi siamo


Formazione - Corsi


Formazione - Convegni-Congressi


Pubblicazioni - Segnalazioni



Sistema agenziale



Normativa comunitaria

13/06/2011 Reg. (CE) 20 maggio 2011, n. 494/2011 (1) (2). REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE recante modifica del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) per quanto riguarda l'allegato XVII (cadmio) (Testo rilevante ai fini del SEE).


Normativa nazionale


Normativa regionale



News - Documenti-Lettere-Eventi



News - News in pillole



Link - Enti e Istituzioni