Decreto semplificazioni
Dopo averne anticipato alcuni contenuti, pubblichiamo alla pagina "Normativa - Nazionale" quattro articoli del Decreto Legge dei quali due specifici e due riguardanti i controlli ispettivi generali per i quali si chiede programmazione, frequenza e coordinamento tra i diversi organi deputati. In campo ambientale dovrebbe essere l'occasione per chiarire finalmente "chi fa che cosa" e, quantomeno, il coordinamento delle attività e la reciproca informazione tra i diversi attori. Ci auguriamo che il MATT, il Consiglio federale delle Agenzie e AssoArpa battano un colpo visto il perdurante silenzio e lo scandaloso non decisionismo rispetto ad almeno due situazioni di primo piano: obbligo dell'applicazione dell'incertezza delle misure secondo i criteri definiti dalla Linea Guida ISPRA 52/2009 e presenza o meno degli UPG nelle strutture. (g.p.)
Le fasce tampone
Segnaliamo le due giornate di studio che si terranno a Firenze l'1 e il 2 marzo riguardanti il progetto RIPARI - Riduzione Impatto Pressioni Agricole sulla Risorsa Idrica - organizzate dalla Regione Toscana. Vedi alla Sezione "Formazione - Convegni-Congressi" il programma e gli interventi. (g.p.)
The right man in the right job
Abbiamo notizie che in molte Agenzie sono in corso operazioni di riorganizzazione/ razionalizzazione delle strutture centrali, provinciali e territoriali in parte contestate e in parte tollerate con molti mugugni. Non possiamo né vogliamo entrare nel merito delle motivazioni e delle scelte dei responsabili ma pensiamo di dare un contributo di chiarimento dei ruoli del personale con l'intervento che segue.
"Dirigente manager o professionista"
Un tema che sicuramente è di grande interesse tra gli operatori delle Agenzie Ambientali e che talora fa emergere tensioni e una malcelata disaffezione per il proprio lavoro è quello del dualismo tra due divergenti modi di intendere la dirigenza: da un lato lo sviluppo di un’alta specializzazione dei professionisti laureati, dall’altro il riconoscimento economico sempre più sbilanciato verso i livelli dirigenziali a più elevato contenuto manageriale.
Negli storici Laboratori Provinciali di Igiene e Profilassi il problema della dirigenza non si è mai posto. I laureati chimici o medici e biologi erano tutti dirigenti ope legis e la selezione per accedere ai gradi superiori avveniva per concorso, dando diritto al posto raggiunto per tutta la vita lavorativa. I concorsi erano sempre squisitamente tecnico-scientifici con prove che si ripetevano sostanzialmente inalterate dall’ultimo anno dell’università. In definitiva, teoricamente, il Chimico o Medico/Biologo direttore della rispettiva Sezione del Laboratorio era il migliore e più competente per rispondere alla richiesta di avere analisi ufficiali affidabili, che era il mandato istituzionale. Leggi tutto nella sezione "Sistema Agenziale"
Acqua all’arsenico
“I ministeri dell'Ambiente e della Salute sono stati condannati dal Tar del Lazio a risarcire con 100 euro ciascuno circa 2.000 utenti di varie regioni (Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria) che lamentano la presenza di arsenico nell'acqua.” Questa la scarna notizia che è apparsa sulla stampa. Scarna e apparentemente soddisfacente. Ma non è così, anzi. È preoccupante il fatto che un risarcimento (peraltro modesto, anche se importante sotto il profilo concettuale) non sollevi una questione che varrebbe la pena di approfondire: quanti sono i cittadini italiani esposti al rischio arsenico nell’acqua potabile? Che si è fatto negli ultimi anni, quando l’evidenza del fenomeno di origine naturale è stato messo in estrema evidenza da studi e rilevazioni in molte aree del paese?
L’arsenico è presente nelle acque sotterranee di molte regioni italiane, da nord a sud, per ragioni diverse che vanno dal contenuto di arsenico da minerali di provenienza alpina nei sedimenti argillosi profondi nella Pianura padano-veneta, che il pompaggio da pozzi artesiani mobilizza, a fenomeni legati al vulcanismo, in gran parte dell’Italia centrale, meridionale ed insulare o alla presenza di giacimenti metalliferi (Sardegna).
È noto che l’arsenico è elemento cancerogeno e che quindi la sua presenza non ha limiti di sicurezza inferiori, ma che la sola presenza nell’acqua potabile determina un rischio per la salute.
L’OMS in sue passate Linee Guida indicava tale rischio in 1:10.000 per concentrazioni superiori a 10 microgrammi per litro. Non piccolo.
Dunque tutti sapevano, ma pochi agivano. Ora l’evidenza è stata finalmente messa alla luce da una sentenza, ma non sono state certamente modificate le condizioni di gestione delle risorse idriche che mettono in pericolo la salute in vaste aree italiane.
Ciò che sarebbe doveroso è la realizzazione di un piano nazionale di controllo dell’arsenico nell’acqua potabile, che, partendo dalla rilevazione sistematica delle aree a rischio, definisca politiche di protezione della popolazione e gestione accorta delle acque sotterranee a cui gli enti gestori si dovrebbero attenere.
Si fa tanto rumore su molte opere o insediamenti, con comitati e forti contrasti, ma non si capisce perché un problema acclarato e certamente significativo come questo sia sottaciuto o passi inosservato ai media e alle popolazioni. Non si tratta di allarmismo, ma semplicemente di fare chiarezza e dare il giusto valore alle cose. (a.z.)
BEA - Atti 33° Congresso Nazionale
Siamo lieti di informare che il numero doppio del Bollettino degli Esperti Ambientali - vedi a "Pubblicazioni - Bollettino - Indice numeri BEA" la copertina, l'indice, l'editoriale e la relazione introduttiva del presidente Zavatti - è in corso di spedizione agli abbonati e ai soci. Una copia, corredata dalla Lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Sen. Monti e al Ministro Clini - vedi alla "Home" -, sarà inviata al Presidente e al Direttore Generale dell'ISPRA e ai responsabili legali delle Agenzie ambientali delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano. (g.p.)
Notizie dall'Europa
L'Agenzia Europea per l'Ambiente ha realizzato il rapporto 5/2011 su uno dei temi centrali della Green Economy: l'efficienza nell'uso delle risorse ("Resource efficiency in Europe. Policies and approaches in 31 member and cooperating countries". L’European Topic Centre on Sustainable Consumption and Production (ETC/SCP) ha elaborato, per conto dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, il rapporto "Key messages on material resource use and efficiency in Europe: Insights from environmentally extended input-output analysis and material flows accounts" che rappresenta un significativo contributo informativo inerente al dibattito politico sull'uso efficiente delle risorse in Europa. Il lavoro riporta un’interessante analisi per il calcolo del consumo totale di risorse dell'Europa.
Segnaliamo anche il Rapporto tecnico 16/2011, pubblicato il 9 di gennaio e dedicatoi all'Environmental Tax Reform in Europe: "Implications for income distribution". I due rapporti sono riportati alla pagina "Pubblicazioni - Segnalazioni" (c.d.)
Monitoraggio della qualità dell’aria: i modelli di dispersione e le misure
ARPA Lazio a novembre ha realizzato un'iniziativa formativa destinata sia ad operatori dell’Agenzia che di altri enti (CNR, Comune di Roma ecc.) con lo scopo di fornire in maniera approfondita nozioni di meteorologia, micrometeorologia, di chimica dell’atmosfera e di modellizzazione numerica necessari alla migliore comprensione dei fenomeni di inquinamento atmosferico.
Il corso intendeva coprire la carenza culturale che attualmente caratterizza il personale di molte Agenzie secondo cui i processi di inquinamento atmosferico sono visti unicamente come oggetti da misurare fiscalmente applicando metodiche certe, senza porsi il problema di quali possano essere le cause del fenomeno e di quali siano i meccanismi chimico/fisici coinvolti. Questa falsa e comoda credenza è, peraltro, in netto contrasto con quanto espressamente richiesto dalla Direttiva 2008/50/CE e dal D.Lgs. 155/2010 che la recepisce. Nel sito http://www.arpalazio.net/main/aria/didattica/ è presente l'ampio materiale didattico. (g.p.)
Diplomi
Siamo lieti di segnalare che il 16 dicembre a Feltre saranno consegnati i diplomi del Master in Metodi e Tecniche di Prevenzione e Controllo Ambientale organizzato da ARPA Veneto e dalle Università di Verona e Cà Foscari di Venezia. Vedi la locandina alla sezione "Formazione - Congressi, Convegni" (g.p.)
Libro e Seminario - Bonifiche e acque
Presentiamo a "Pubblicazioni - Segnalazioni" un recente volume di Luca Prati sul tema generale e sempre più rilevante della responsabilità per danno all'ambiente nei casi delicatissimi, e non solo dal punto di vista tecnico, delle bonifiche dei siti inquinati. Alla pagina "Formazione - Convegni-Congressi" segnaliamo per il 7 dicembre a Firenze un Seminario nel quale sarà illustrato il Progetto R.I.P.A.R.I., finanziato dalla Regione Toscana, riguardante l'utilizzazione delle "fasce tampone" per la riduzione dell'inquinamento delle acque. (g.p.)
Traffico autoveicolare. Rumore e inquinamento atmosferico
Nelle scorse settimane l'Agenzia Europea dell'Ambiente e la Noise Abatement Society hanno annunciato il conferimento dello European Soundscape Award 2011, promosso congiuntamente, per favorire una maggiore consapevolezza e premiare le iniziative che possono ridurre i livelli sonori da traffico - in Europa interessano almeno cento milioni di persone - la cui esposizione causa stress e interferisce con il sonno, il riposo e lo studio e favorisce serie malattie come l'ipertensione e scompensi cardiaci.
Dei 16 progetti provenienti da 12 paesi - chissà se c'erano proposte italiane - è stato premiato quello presentato dalla provincia olandese del Ghendria e dal comune di Wijchen, una cittadina di circa 40.000 mila abitanti ad una decina di chilometri da Nimega non lontana dal confine tedesco. L'area in particolare riguardava la frazione di Alverna e il riconoscimento è stato attribuito in particolare per lo schema integrato e innovativo delle misure di riduzione del rumore con costante attenzione al paesaggio. Le misure consistono nello spostamento e riduzione delle corsie da traffico, nell'abbassamento di 0.5 m del livello stradale, nella costruzione di barriere di 1 m rispetto a quelle tradizionali e antiestetiche di 4 m, uso di uno speciale asfalto "morbido" e, infine, la riduzione del limite di velocità da 80 a 50 km/h. Il tutto condito da un'alberatura che rende più attraente l'area pedonale. Oltre ai benefici di riduzione del rumore, il pacchetto progettuale aumenta la sicurezza stradale, riduce i consumi di carburante e favorisce il miglioramento della qualità dell'aria e la qualità della vita di Alverna.
Negli stessi giorni l'Agenzia europea ha pubblicato il Rapporto Tecnico 12/2011 "Air quality in Europe - 2011 Report" - vedi alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". I livelli di emissione di quasi tutte le sostanze inquinanti derivanti dai mezzi di trasporto sono diminuiti, come esclusiva conseguenza del calo della domanda determinata dalla recessione economica. " Dobbiamo pensare ad un cambiamento più radicale nel sistema dei trasporti affinché le emissioni non aumentino neanche nei periodi di forte crescita economica " sostiene il direttore esecutivo dell'AEA nella presentazione. Sebbene le emissioni siano diminuite significativamente negli ultimi venti anni, il fenomeno non ha portato ad un calo proporzionale delle concentrazioni nell'aria degli inquinanti. E questo è particolarmente vero per il particolato e per l'ozono a livello suolo che costituiscono ora gli inquinanti più problematici per la salute della popolazione. Un altro aspetto da tenere sotto controllo è rappresentato dalla eutrofizzazione negli ecosistemi terrestri e acquatici. L'ammoniaca proveniente dall'attività agricola e gli ossidi di azoto derivanti dalla combustione sono ormai i principali agenti acidificanti ed eutrofizzanti dato il calo negli ultimi anni degli ossidi di zolfo. (g.p.)
Il Consiglio Direttivo dell'UN.I.D.E.A. si riunisce a Bologna
Alla pagina "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A." riportiamo la lettera di convocazione e l'OdG del Consiglio Direttivo dell'UN.I.D.E.A. che si riunirà a Bologna il 3 dicembre. (g.p.)
Chiusa la partita CEM
Dall'articolo 12 del Documento preparatorio del decreto sviluppo è scomparso l'articolo riguardante l'innalzamento dei limiti di esposizione.
Il prof. Assennato, presidente di AssoArpa, rivendica il successo in un recente comunicato stampa.
Vedi il testo alla sezione "Sistema Agenziale".(g.p.)
Corrado Clini all'Ambiente
Stava quasi per festeggiare le nozze d'argento col Ministero dei quali 20 ai massimi livelli amministrativi. Entrato all'Ufficio Studi nel 1987, è stato nominato direttore generale nel 1991. In questa posizione si è occupato inizialmente di inquinamento atmosferico e acustico e industrie a rischio - aveva alle spalle una dura esperienza di dodici anni sul campo come responsabile del Servizio di Igiene e Medicina del Lavoro di Porto Marghera-Venezia operando, lui medico, in piena e convinta collaborazione con altre figure professionali - e ultimamente di sviluppo sostenibile, clima ed energia. Costante e determinata in questi incarichi la sua attenzione e presenza a livello internazionale tanto da essere definito il "Ministro degli Esteri" dell'Ambiente. Lo conosco da una trentina di anni quando frequentavamo la Consulta Sanità di un partito politico ormai "scomparso" e siamo rimasti in contatto saltuario tanto che accettò di partecipare ad alcuni congressi nazionali dell'Associazione, a partire da quello di Alghero del 1990, fino alla collaborazione efficace per l'organizzazione di quello di Hammamet del 2005.
Il presidente Zavatti gli ha inviato una lettera di congratulazioni offrendo la disponibilità di UN.I.D.E.A. per azioni che riescano a dare maggiore dinamismo all'immobile Sistema agenziale.
Vedi il testo alla pagina "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A."(g.p.)
Golpe sui CEM
Nonostante sia calato molto nell'ultimo decennio l'interesse e le reazioni alle intensive installazioni di antenne per impianti a bassa e alta frequenza, tuttavia non è possibile far passare sotto silenzio una sorta di golpe dei cosiddetti "telefonari". Tra le pieghe del "decreto sviluppo" sono stati modificati i livelli di esposizione senza tener conto delle recenti determinazioni dello IARC di Lione. Tempestive sono state le reazioni del Prof. Assennato, presidente di AssoArpa, e degli organi tecnici dell'ISPRA riprese da molti organi di stampa. Riportiamo nella Sezione "Sistema Agenziale" una nota inviata dal presidente di UN.I.D.E.A., Adriano Zavatti che plaude e si associa all'iniziativa ribadendo il ruolo dell'associazione nel supporto e nella collaborazione permanenti alle strutture e agli organi rappresentativi. (g.p.)
Gestione, dimensionamento e progettazione di impianti di depurazione di acque reflue
Organizzato dal Centro Studi Villa Montesca - info@montesca.it - con il patrocinio e nella sede di ARPA Umbria, il corso si articolerà in due moduli di cui il primo, dedicato ai reflui civili si svolgerà a novembre/dicembre 2011 mentre il secondo sui reflui industriali a febbraio - marzo 2012. Vedi le altre informazioni alla sezione "Formazione - Corsi". (g.p.)
Elaborare migliori politiche ambientali guardando al futuro
"Quando ci prepariamo ad un futuro non scritto, si presenta davanti a noi una cascata di incertezze. La struttura della società e delle economie è incerta. I cambiamenti ambientali che ne possono derivare sono incerti come le modalità di adattarsi o reagire". Con queste parole un comunicato dell'Agenzia Europea dell'Ambiente presenta un nuovo rapporto "Blossom - Bridging long-term scenario and strategy analysis: organisation and methods" che riassume i risultati di un progetto triennale al quale hanno partecipato 12 paesi dell'UE. Manca l'Italia, ovviamente. Rispetto allo sfondo fosco delle tante incertezze, l'analisi a lungo termine può aiutare ad elaborare politiche ambientali più robuste e flessibili e dare spazio a idee innovative. Il testo del Rapporto è scaricabile alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". (g.p.)
Notizie in breve
Come avevamo anticipato le "News in pillole" , curate da Fabio Decet per il BEA e successivamente trasferite sul sito, ora con frequenza mensile saranno presentate direttamente sul sito nella apposita pagina. Eccovi le ultime! (g.p.)
Vedi "News in pillole"
Piani strategici come occasione
A settembre ARPA Veneto ha predisposto il Piano Strategico 2012-2014. Nonostante le motivazioni emergenziali che sono alla base delle scelte, si tratta di un ottimo documento di validità e attenzione generali, specie in questo particolare momento.
Riportiamo nella sezione "Sistema Agenziale" il testo integrale preceduto da un commento del presidente di UN.I.D.E.A. Adriano Zavatti. (g.p.)
GAS SERRA E ALTRO
Un recente comunicato dell'Agenzia Europea dell'Ambiente informa che L'UE "è ancora sulla buona strada per conseguire l'obiettivo fissato dal protocollo di Kyoto di ridurre le proprie emissioni di gas ad effetto serra, nonostante un aumento delle stesse del 2,4% nel 2010. L'aumento del 2010 segue un calo del 7% nel 2009, dovuto principalmente alla recessione economica e all'incremento della produzione di energie rinnovabili." Jacqueline Mc Glade, direttore esecutivo dell'Agenzia, sostiene che "molte politiche hanno contribuito attivamente a ridurre le emissioni. Oltre alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica, anche gli sforzi volti a ridurre l'inquinamento delle acque provocato dall'attività agricola hanno favorito il calo delle emissioni. Questo dimostra che, considerando sistematicamente gli effetti climatici derivanti dalle diverse politiche, possiamo continuare a favorire tale riduzione." Contemporaneamente l'Agenzia ha pubblicato tre Rapporti tecnici che presentano una panoramica generale degli sviluppi passati e futuri delle emissioni di gas ad effetto serra in Europa. Riportiamo alla Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" i documenti riguardanti:
- Inventario sommario dei gas a effetto serra dell'UE: prime stime per il 2010
- Esame dei progressi compiuti nel quadro del protocollo di Kyoto, nonché degli obiettivi fissati per il 2020
- Emissioni di gas a effetto serra in Europa: analisi retrospettiva della tendenza per il periodo 1990-2008
- Occupazione
innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni) - R&S/Innovazione
aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione al 3% del PIL dell'UE (pubblico e privato insieme) - Cambiamenti climatici/energia
riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990
20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili
aumento del 20% dell'efficienza energetica - Istruzione
riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10%
aumento al 40% dei 30-34enni con un'istruzione universitaria - Povertà/emarginazione
almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione in meno
Il presidente Zavatti ai soci UN.I.D.E.A.
Riportiamo alla pagina "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A." la lettera con la quale il responsabile dell'Associazione, eletto al Congresso di maggio, informa i soci sulle valutazioni della situazione del Sistema agenziale e sulle iniziative strategiche che intende intraprendere il nuovo Consiglio Direttivo. (g.p.)
La modellistica per la Qualità dell'Aria
Il Forum for Air Quality Modelling in Europe (FAIRMODE) è nato nel 2008 per l'iniziativa congiunta dell'EEA e del Joint Research Centre con l'obiettivo di facilitare la confrontabilità, la documentazione e la disponibilità dei vari modelli utilizzati. Del Fairmode si è discusso anche nel corso del 32° Congresso Nazionale di UN.I.D.E.A. di maggio a Perugia. Il Rapporto Tecnico n. 10/2011 - vedi a "Pubblicazioni - Segnalazioni" - fa il punto della situazione e dei risultati raggiunti e definisce una serie di raccomandazioni di riferimento per i diversi impieghi dei modelli. (g.p.)
Risorse idriche ed economia verde
Per supportare la settima Conferenza ministeriale paneuropea "Ambiente per l'Europa", chiusa il 23 settembre ad Astana in Kazakstan, l'Agenzia Europea dell'Ambiente ha avuto l'incarico di redigere una relazione dal titolo "L'ambiente in Europa. Una valutazione delle valutazioni". "Il documento" - dichiara il Direttore esecutivo dell'AEA - "dimostra che che dobbiamo rafforzare ulteriormente il rapporto tra politica e informazione. Questo vale in entrambi i sensi - i responsabili delle decisioni politiche devono sfruttare meglio la ricchezza di informazioni ambientali attualmente disponibili; al contempo le valutazioni ambientali devono acquisire la maggiore rilevanza politica possibile." Il documento - vedi il testo integrale alla pagina "Pubblicazioni - Segnalazioni" contiene una serie di raccomandazioni sul modo più adeguato per armonizzare le informazioni ambientali e l'attività politica. Nel nostro Paese questo rapporto è vicino allo zero e non solo in campo ambientale. (g.p.)
65 minuti di audizione informale
A seguito delle richieste formali - vedi alla sezione "Sistema Agenziale" - inoltrate il 19 luglio dal DG di ARPA Puglia, presidente di ASSOARPA, una delegazione composta dallo stesso Assennato e dai responsabili di ARPA Lazio e ARPA Molise, è stata ricevuta il 13 settembre dalla VIII Commissione Permanente della Camera. Leggi il Comunicato stampa diffuso da ARPA Puglia alla sezione "Sistema Agenziale".
Adriano Zavatti, presidente di UN.I.D.E.A., ha espresso vivo apprezzamento per i risultati dell'iniziativa e per gli elementi messi in evidenza dalla Delegazione di ASSOARPA ai membri della Commissione per una chiara e definitiva configurazione istituzionale e operativa del Sistema Agenziale.
L'aggiustamento normativo, sulla base di proposte già presenti in Parlamento, dovrà contenere tutte le richieste individuate nel corso dell'audizione con l'aggiunta del coordinamento e della razionalizzazione dei rapporti con gli altri organi di vigilanza e la creazione di un Fondo Ambientale Regionale. D'altra parte il Presidente Zavatti auspica da parte delle Agenzie una progressiva razionalizzazione della rete laboratoristica a scala regionale e nazionale, una accelerazione delle sinergie operative per la parte tecnica - vedi il Piano Triennale - e in particolare per i processi di supporto (acquisti, gestione stipendiale e contrattualistica, gestione amministrativa e omogenizzazione della parte tecnica per quanto concerne la modulistica, i sistemi informativi interni, la refertazione delle prove, la formazione permanente etc). (g.p.)
Frammentazione del territorio e biodiversità
L'attuale trend ad un costante incremento della frammentazione del territorio contraddice il principio della sostenibilità. Strade, autostrade, linee ferroviarie, agricoltura intensiva e crescente urbanizzazione stanno spezzettando il territorio in aree sempre più piccole e separate con conseguenze potenzialmente devastanti per la fauna e la flora del continente.
Il Rapporto EEA n. 2/2011 "Landscape fragmentation in Europe", predisposto in collaborazione con il FOEN - l'Ufficio federale per l'ambiente svizzero - rappresenta dettagliatamente l'estensione quali-quantitativa del fenomeno sul continente utilizzando un metodo scientificamente solido e sperimentato. Esso rivela le cause più significative in ciascun paese che sono dietro la frammentazione e il quadro che dipinge è preoccupante. Vedi il testo integrale a "Pubblicazioni - Segnalazioni" (g.p.)
Agenzie ambientali e Autorità giudiziaria
Pubblichiamo, anche se in ritardo, un'interessante nota del responsabile di ARTA Abruzzo nella quale, sulla base di convincenti considerazioni di bilancio e di organico, si evidenzia alle otto Procure della regione quale sia il ruolo istituzionale della struttura, cioè la consulenza e il supporto tecnico-scientifico obbligatori alla Regione e agli EELL, differenziandolo da quello per altre autorità pubbliche. Il DG Amicone allega il "prezziario costi" precisando che "qualsiasi prestazione fornita...sarà seguita dalla relativa nota spese". Contemporaneamente copia della lettera è stata trasmessa ai cinque distretti periferici perché si attengano alle disposizioni in essa contenute.
Condividiamo l'iniziativa per questioni di principio e di corretta gestione delle risorse umane e finanziarie. Ci sorprende che lo stesso intervento non sia stato attivato nei confronti di altri organismi dipendenti da "altre autorità" come NOE, CFS, GdF e Guardia Costiera. E non ci si controbatta con il vecchio ritornello "E' una partita di giro!". Centri di spesa e relativa responsabilità contabili sono separati. Vedi il testo delle due lettere alla pagina "Sistema agenziale". (g.p.)
Vecchi e nuovi problemi
Stiamo aspettando qualche risposta, soprattutto istituzionale, sull'incauto golpe al D.D.L. n. 2259 che è "certamente da stigmatizzare in quanto comporta il rischio concreto di una compressione del ruolo istituzionale delle ARPA-APPA", come sbrigativamente - secondo noi superficialmente -, chiosa la prestigiosa rivista di un'altrettanto prestigiosa Agenzia. Se si è trattato dell'errore di una distratta senatrice, lo verificheremo. Siamo invece preoccupati degli ennesimi tagli ai trasferimenti Stato/Regioni, previsti dalla ancora misteriosa e zigzagante - almeno al momento in cui scrivo - manovra finanziaria, che coinvolgeranno i Fondi Sanitari Regionali da cui, ancora e purtroppo, dipendono molte risorse delle Agenzie. E' ripresa la disputa sull'attribuzione della qualifica di UPG - con i relativi poteri e responsabilità personali - a parte o a tutti gli operatori delle Agenzie attivi sul territorio. Dopo le iniziative di ARPA Lombardia - di cui abbiamo dato notizia mesi addietro - si è mossa ARPA Toscana chiedendo e ottenendo un parere articolato dall'Ufficio Legale della Regione che, in pratica, lascia al DG ogni libertà di decisione. Faremo il punto della situazione nazionale senza dimenticare il dettato della L. n. 61/94 (*). Infine si commentano da soli i ritardi nell'applicazione del SISTRI, il miracoloso strumento che avrebbe dovuto regolamentare/monitorare le diverse fasi di destinazione dei rifiuti. Segnaliamo a questo proposito un puntuale excursus, anche esegetico, delle diverse norme primarie e secondarie apparso sul n. 3/2011 di ECOSCIENZA - www.arpa.emr.it/ecoscienza - corredato dalle prese di posizione di alcune organizzazioni di potenziali utilizzatori (Legacoop, CNA, CIA, Coldiretti e Confagricoltura con l'assenza di Confindustria). (g.p.)
(*) Nell’espletamento delle funzioni di controllo e di vigilanza di cui al presente decreto, il personale ispettivo dell’ANPA, per l’esercizio delle attività di cui all’art. 1, comma 1, e delle Agenzie di cui all’art.03 può accedere agli impianti e alle sedi di attività e richiedere i dati, le informazioni e i documenti necessari per l’espletamento delle proprie funzioni. Tale personale è munito di documento di riconoscimento rilasciato dall’Agenzia di appartenenza. Il segreto industriale non può essere opposto per evitare od ostacolare le attività di verifica o di controllo."
Rifiuti urbani, rumore
Segnaliamo la recente uscita del Rapporto 3/2011 della EEA sui concreti benefici nella diminuzione alla emissione di gas serra con una migliore gestione dei Rifiuti Solidi Urbani. Vedi il testo integrale alla Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". Segnaliamo, inoltre, nella Sezione "Formazione - Corsi" due iniziative dell'Università IUAV e di ARPA Veneto. Il 19 settembre si terrà il Seminario "Inquinamento acustico 2.0" nell'ambito del quale sarà anche presentato il Master di secondo livello per l'A.A. 2011-2012" Informazione ambientale e nuove tecnologie". Per il personale ARPA-APPA la quota di partecipazione è ridotta da 3.000 a 500 Euro. (g.p.)
IL SISTEMA AGENZIALE PRENDE POSIZIONE SUL DDL 2259
Siamo lieti di informare i lettori del sito che il Direttore Generale di ARPA Puglia, quale Presidente di ASSOARPA, ha inviato due note puntuali ed efficaci stigmatizzando quanto deciso in Commissione Affari Istituzionali del Senato a proposito del ddl 2259 "Carta delle Autonomie", di cui diamo notizia nella "Home", e chiedendo formalmente un'audizione. Nel ringraziare il prof Assennato per averci autorizzato a pubblicare gli interventi nei confronti dei membri della suddetta Commissione e anche di quelli delle Commissioni Ambiente dei due rami del Parlamento - vedi i testi integrali delle due lettere alla pagina "Sistema agenziale" - ci auguriamo che altre istituzioni, quali il MATTM, le Regioni e il Presidente dell'ISPRA, anche come Presidente del Consiglio Federale delle Agenzie, facciano analoghi passi a tutela del Sistema. (g.p.)
EMENDAMENTO E SEGNALAZIONI
In attesa di conoscere dalla senatrice Incostante le motivazioni che l'hanno spinta a proporre un inopinato emendamento all'Art. 7 del ddl 2259 - vedi nella Home - e di sapere quali fulminee e penetranti iniziative abbiano assunto l'ISPRA e le Agenzie Regionali e Provinciali, come tali o attraverso il Consiglio Federale e ASSOARPA, proseguiamo la nostra funzione istituzionale segnalando il workshop su "Black carbon and organic carbon", previsto a Bologna il prossimo 27 settembre e organizzato dall'ISAC-CNR, dall'Università di Milano, dallo Joint Research Center e dall'Italian Aerosol Society. Vedi il programma alla pagina "Formazione - Corsi".
Segnaliamo inoltre due recenti rapporti tecnici sulle acque, il primo dei quali predisposto congiuntamente dall'Agenzia Europea dell'Ambiente e dal nostro MATTM. Vedi i due testi alla pagina "Pubblicazioni Segnalazioni" (g.p.)
Carbon efficiency of new cars is increasing
Riportiamo nella Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" un comunicato stampa - in inglese - dell'AEA nel quale viene evidenziata la maggiore efficienza e conseguentemente il calo delle emissioni di anidride carbonica derivanti dai veicoli in funzione dei carburanti utilizzati. Dalla scheda è possibile accedere ai dati relativi ai 27 paesi dell'UE e le norme regolamentari in vigore. (g.p.)
Balneazione e dati ad EIONET. Europa e Italia a confronto.
Riportiamo integralmente nella Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" il comunicato stampa dell'Agenzia Europea dell'Ambiente che presenta la situazione delle acque di balneazione sulla base dei dati 2010, sostanzialmente immutata rispetto all'anno precedente anche se ci sono peggioramenti sulla qualità rispetto al 2009 per le acque costiere e in particolare per quelle interne (laghi e fiumi). Al link www.eea.europa.eu è possibile avere informazioni maggiormente dettagliate.
Un'altra recentissima pubblicazione dell'Agenzia fa il punto sulle performance dei paesi - non solo quelle della UE - che partecipano al circuito EIONET in termini di tempistica, adeguatezza, correttezza e completezza nell'invio dei dati. Trovate la pubblicazione sempre su "Pubblicazioni - Segnalazioni".
Rispetto a circa il 100% di paesi come il Regno Unito, l'Estonia, la Germania e la Svezia, l'Italia raggiunge faticosamente il 60% collocandosi al 32° su 38 precedendo solo la Grecia, l'Albania, la Bosnia e Erzegovina, il Montenegro, l'Ungheria e Malta. Ci chiediamo chi sia il responsabile di questa "figuraccia". Le Agenzie, le Province, le Regioni, l'ISPRA, il MATTM? Non sarebbe il caso di intervenire? (g.p.)
Ozono, precursori e altro
Segnaliamo in "Pubblicazioni - Segnalazioni" due recenti rapporti dell'Agenzia Europea dell'Ambiente tra loro molto legati. Nel primo si afferma esplicitamente che "nonostante gli sforzi per ridurre l'inquinamento da ozono, nel 2010 i livelli hanno continuato a salire superando gli obiettivi a lungo termine fissati dalla legislazione della UE per la protezione della salute" con effetti negativi non trascurabili per le colture agricole e per i monumenti. La maggior parte dei superamenti si sono verificati nelle aree settentrionali italiane e portoghesi ma, per la prima volta in quattro anni, sono aumentati i superamenti anche nei paesi dell'Europa nordoccidentale, centrale e orientale. Il secondo rapporto fa il punto sulla direttiva NEC del 2001 mettendo in evidenza che molti paesi non riusciranno a raggiungere gli obiettivi per l'anidride solforosa, gli NMCOV, l'ammoniaca e, in particolare, per gli ossidi di azoto. Per le prospettive è interessante quanto viene aggiunto nella presentazione. Si informa che l'UE ha avviato un'ampia revisione della sua politica in materia d'inquinamento atmosferico sulla base delle iniziative del 2005 e cioè la TSAP (Thematic Strategy on Air Pollution) e CAFE (Clean Air For Europe). Ciò fa seguito alle discussioni e agli accordi all'interno della Commissione considerando il pressante bisogno di migliorare la qualità dell'aria. La revisione delle politiche, inclusa la direttiva NEC, dovrà proporre limiti più severi per il 2020 e si potrebbe anche, per la prima volta, introdurre un limite per il PM2.5. In assenza di una normativa, comunque, la direttiva NEC resta in vigore e prevede che le future emissioni rimangano al di sotto dei massimi nazionali anche dopo il 2010. In altra sede è iniziato il dibattito nell'ambito della Convenzione sull'inquinamento transfrontaliero dell'UNECE. (g.p.)
Rinnovo organi statutari dell'UN.I.D.E.A.
Il Presidente Zavatti informa i massimi livelli gestionali, tecnici e amministrativi dell'ISPRA e delle ARPA/APPA del rinnovo degli organi statutari dell'UN.I.D.E.A. rinnovando l'auspicio ad una maggiore e permanente collaborazione tra il Sistema agenziale e l'Associazione.
Vedi il testo integrale alla pagina "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A." (g.p.)
"Ambiente Urbano"
Il 9 giugno a Roma presso l'Auditorium ISPRA di via Curtatone verrà presentato il VII Rapporto sulla Qualità dell'Ambiente Urbano predisposto dal Sistema agenziale in collaborazione con l'ANCI, l'ACI e l'ISTAT.
Vedi la brochure a "Formazione - Convegni-Congressi" (g.p.)
"Tematiche in primo piano. Anche per l'OECD"
Con la presenza annunciata e l’assenza prevista del ministro e l’improvvisa non disponibilità del sottosegretario Catone, il 25 maggio a Roma è stato presentato dall’ISPRA l’Annuario dei Dati Ambientali 2011. Tra una citazione di Lucrezio – ci siamo abituati - in terza pagina e un proverbio indiano nella indispensabile borsa ecologica, oltre 500 pagine, di cui dieci solo di acronimi, 270 schede indicatori suddivise per aree tematiche e un peso di 1.2 chilogrammi che può essere evitato andando sul sito annuario.isprambiente.it. Basta registrarsi e accedere ai data base anche delle diverse edizioni dell’Annuario.
Il Prof. De Bernardinis, presidente dell’Istituto, rivendicando più volte il ruolo di ente di ricerca dell’ISPRA, ha affermato che “L’annuario non è una forma di comunicazione in tempo reale di dati oggettivi ma un documento di analisi dei trend dei fenomeni descritti” aggiungendo che “è stata data maggiore importanza alla robustezza dell’informazione rispetto alla tempestività del dato, di competenza anche di altre istituzioni.” Da anni chiediamo un ruolo centrale e permanente dell’ISPRA nell’informazione e nell’intervento tempestivo – una task force stabile per la comunicazione in materia ambientale, sottraendola ai tanti imbonitori singoli e associati, e non capiamo quali siano le “altre istituzioni”. L’Annuario e la triennale Relazione sullo Stato dell’Ambiente hanno un gran bisogno anche di figli e nipoti che circolino on maniera permanente sui giornali, le televisioni, le radio, le scuole e le università. Tra la gente, insomma.
È indispensabile che il Sistema agenziale esca da via Curtatone e dall’autoreferenzialità del Consiglio Federale per diventare arbitro e supporto credibile nelle paralizzanti diatribe che bloccano troppo spesso le iniziative innovative e infrastrutturali nel nostro paese. E’ questo, a nostro avviso, il compito prioritario che l’ISPRA e le 21 Agenzie regionali e provinciali devono svolgere a livello centrale e territoriale. C’è bisogno di maggiore omogeneità, univocità e qualità degli interventi accanto ad una selezione delle priorità nelle attività operative e una razionalizzazione degli strumenti a disposizione in un’ottica interregionale, se non addirittura nazionale a cominciare dalla verifica rigorosa dei risultati del Piano Triennale 2010-2012.
Questi nostri auspici hanno preso corpo in un recente documento OECD del quale si è discusso sui mezzi di comunicazione per gli aspetti fiscali ed economico-finanziari ma che dedica il capitolo 3 alle politiche ambientali italiane. Crediamo che il Consiglio Federale, in Conferenza Stato-Regioni, debbano riflettere sulle osservazioni dell’organismo internazionale.
Alla pagina “Sistema agenziale” riportiamo nella lingua originale ampi stralci del documento e mettiamo il sito a disposizione di coloro, dentro e fuori il Sistema, che volessero intervenire. (g.p.)
Vedi anche www.oecd.org
A proposito del Rapporto OECD
Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera di un operatore di un'Agenzia che preferisce rimanere anonimo. Accettiamo le velate critiche alla nostra presentazione del Rapporto che intendeva stimolare una discussione e, soprattutto, un rilancio istituzionale, operativo e comunicativo del Sistema agenziale. Aspettiamo altri punti di vista.
"Caro direttore,Vedi il testo integrale alla pagina "Sistema agenziale" (g.p.)
mi sono iscritto da poco all’UN.I.D.E.A. e approfitto della sua disponibilità per intervenire sulle osservazioni da lei appena accennate e che, a mio avviso, appaiono poco benevole sulla attuale situazione del Sistema agenziale. Non sono del tutto d’accordo e proverò a fare qualche riflessione sui punti più significativi del Rapporto OECD riguardanti le politiche ambientali del nostro Paese."
"INCERTEZZA DELLE MISURE E CERTEZZA DEL DIRITTO"
L’UN.I.D.E.A., dopo aver organizzato quattro Seminari sull’argomento, che hanno visto la presenza di oltre 800 persone, ha deciso di raccogliere in un fascicolo doppio del suo organo ufficiale le relazioni tecniche e gli interventi dei partecipanti alle tavole rotonde.
Il numero speciale del Bollettino degli Esperti Ambientali 2-3/2011, che ha avuto il patrocinio dell’ISPRA e il contributo di ARPA Emilia-Romagna e ARPA Lazio, riunisce in circa 150 pagine lo stato dell’arte sulla valutazione e applicazione dell’incertezza delle misure in laboratorio e in campo e le implicazioni sui provvedimenti amministrativi e/o giudiziari conseguenti.
Alla pagina “Pubblicazioni - Segnalazioni” sono riportati la copertina, l’indice e l’editoriale di presentazione.
In considerazione dei contributi ricevuti, dell’interesse suscitato dalle iniziative seminariali e con l’obiettivo di promuovere le attività dell’associazione e la diffusione della rivista, abbiamo deciso di favorire un più vasto pubblico, concordando con la casa editrice un prezzo di 35 € per copia, comprensivo delle spese postali, estremamente contenuto rispetto a quello di copertina di 140 € per un fascicolo doppio.(g.p.)
Coloro che fossero interessati all’acquisto possono rivolgersi direttamente alla ELPO Edizioni – via Cesare Cantù, 11 - 22100 Como - tel 031.2759874 - fax 031.4036959 - info@elpoedizioni.com
Il pagamento dovrà essere effettuato anticipatamente indicando nella causale: “BEA speciale 2-3/2011”
- sul C/C postale N. 92631662
intestato a
ELPO Edizioni via Cesare Cantù, 11 - 22100 Como - tramite bonifico bancario appoggiato a BancoPosta
Iban: IT 68 X 07601 10900 000092631662
L’invio del fascicolo sarà in ogni caso effettuato dopo la presentazione ufficiale della rivista che avverrà nel corso del 32° Congresso dell’UN.I.D.E.A. che si svolgerà a Perugia nei giorni 12 e 13 maggio 2011 – vedi il programma sulla “Home”
"IL FLIS HA SEI COMPONENTI MA IN FUTURO POTREBBERO OCCORRERNE ALTRI"
L'opuscolo 1/2011 "Knowledge base for Forward-Looking Information and Services" e il collegato Rapporto Tecnico 1/2011 "Catalogue of scenario studies" rappresentano due contributi significativi che l'Agenzia Europea dell'Ambiente mette a disposizione dei decisori politici deegli Stati membri per un'oculata e omogenea gestione dell'ambiente.
Vedi nella Sezione:
- "Pubblicazioni - Segnalazioni - Knowledge base for Forward-Looking Information and Services";
- "Pubblicazioni - Segnalazioni - Catalogue of scenario studies".
"Chlorophita multicellulari e fanerogame acquatiche" e "Bioaccumuli di microinquinanti nella rete trofica marina"
ARPA Emilia-Romagna prosegue la sua intensa attività pubblicistica scientifica e divulgativa con due nuovi Quaderni di notevole interesse e solo apparentemente di nicchia ed entrambi in tema di acque.
Chlorophita multicellulari e fanerogame acquatiche e Bioaccumuli di microinquinanti nella rete trofica marina sono i due titoli.
Vedi ulteriori informazioni nella Sezione:
- "Pubblicazioni -
Segnalazioni - Chlorophita multicellulari
e fanerogame acquatiche"; - "Pubblicazioni -
Segnalazioni - Bioaccumuli di microinquinanti
nella rete trofica marina".
"Conflitti ambientali" e "La Carbon Footprint come strumento competitivo"
La Scuola di Dottorato dell'Università IUAV di Venezia organizza il 31 marzo dalle 11 alle 17 a Badoer una giornata dedicata ai "Conflitti ambientali" con particolare focus alla loro gestione e al ruolo strategico della comunicazione mentre ARPA Veneto e l'Università di Padova propongono per il 9 e 10 maggio un corso residenziale su "La Carbon Footprint come strumento competitivo" - vedi le locandine nella Sezione "Formazione - Corsi". (g.p.)
Analisi e gestione dell'urbanizzazione
Negli ultimi decenni la progressiva espansione delle metropoli a livelli e velocità nettamente superiori alla crescita della popolazione ha provocato molti problemi in Europa. La frammentazione degli spazi agricoli, l'acuirsi dei danni ambientali e l'aumento della domanda in temini di energia e trasporti pubblici rappresentano gli elementi più evidenti di questa trasformazione non sempre opportunamente prevista e correttamente gestita da alcuni paesi e in molte municipalità. Un articolo, apparso recentemente sul sito dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, ne analizza le cause e suggerisce alcune soluzioni per limitare gli effetti e razionalizzare la gestione. (g.p.)
Vedi www.eea.europa.eu
L'Europa e le energie rinnovabili
L'EU si è impegnata per raggiungere entro il 2020 l'obiettivo del 20% della produzione di energia da fonti rinnovabili. Un'analisi dei piani di azione dei 27 Stati membri mostra che tale produzione crescerà del 6% all'anno. Si prevede che l'eolico, il solare e i biocombustibili contribuiranno con valori di crescita ancora più alti. Se tutti gli Stati membri seguiranno i loro Piani, l'Europa supererà l'obiettivo del 20% di quasi un punto percentuale. L'Agenzia Europea dell'Ambiente ha supportato la preparazione di un data base che mettesse a confronto gli elementi caratterizzanti - in particolare le diverse tecnologie - adottati dai diversi Paesi nei Piani di Azione sulle Energie Rinnovabili. Ora, in collaborazione con l'ECN (Energy research Center of the Netherlands), pubblica un ponderoso rapporto (vedi a "Pubblicazioni - Segnalazioni") dal quale emergono i seguenti punti chiave:
- l'elettricità costituirà il 42% del totale della produzione dell'energia rinnovabile, con l'eolico che fornirà fino al 41% dell'elettricità rinnovabile;
- il 46% di tutta la produzione di energia rinnovabile sarà usata per il riscaldamento e il raffreddamento;
- il trasporto utilizzerà la più piccola quota nella produzione di energia rinnovabile (12%) ma avrà la maggiore crescita tra il 2005 al 2020;
- si ipotizza che la produzione totale di energia rinnovabile aumenti da 99 milioni di tonnellate di petrolio equivante (Mtoe) nel 2005 a 245 Mtoe corrispondente ad una crescita annua media del 6%.
L'ONU dichiara il 2011 Anno Internazionale della Chimica
New York, Parigi, 30 dicembre 2008
La 63ma sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione con cui proclama il 2011 Anno Internazionale della Chimica, affidando la responsabilità dell’evento all’UNESCO e all’Unione Internazionale della Chimica Pura ed Applicata. (IUPAC).
Vedi http://www.onuitalia.it
Disastri in Europa: cresce la frequenza e aumentano i danni
In Europa, nel periodo 1998-2009, i disastri hanno provocato circa 100.000 vittime, colpito oltre 11 milioni di persone e causato danni economici per più di 150 miliardi di Euro.
Casi di temperature estreme hanno provocato il più alto numero di decessi. In totale, più di 70.000 morti in eccesso si sono verificati durante l’estate torrida del 2003.
Le alluvioni e le inondazioni sono stati i fenomeni idrometeorologici che hanno causato i maggiori danni economici. La perdita complessiva in più ha raggiunto un totale di 96 miliardi di Euro equamente distribuiti.
Il numero e gli effetti dei rischi geofisici (valanghe, frane, terremoti ed eruzioni vulcaniche) sembrano relativamente stabili nel periodo.
I terremoti hanno causato i maggiori danni con 19.000 morti e perdite per 29 miliardi di Euro.
Gli incidenti tecnologici (sversamenti di petrolio, incidenti industriali e perdite di sostanze tossiche da attività minerarie) hanno provocato i danni maggiori all’ecosistema. Gli sversamenti delle petroliere Erika (1999) e Prestige (2002) hanno causato i più gravi disastri ambientali nei mari europei mentre i rifiuti tossici delle miniere di Aznacollar, Spagna (1999) e di Baia Mare, Romania (2000) hanno pesantemente danneggiato l’ambiente non solo nel periodo immediatamente seguente agli episodi ma anche nei tempi successivi.
Sebbene alcune iniziative siano state già adottate o in discussione a livello comunitario, maggiori sforzi devono essere fatti per migliorare un approccio di “Integrated Risk Management” che comprenda la prevenzione, la preparazione, la risposta e il recupero dai rischi. Alcune misure si adattano ad essere gestite a livello familiare o comunale, come il mantenimento e miglioramento del drenaggio naturale per prevenire inondazioni da piogge o adeguata attenzione e riparo per le persone più anziane in caso di ondate di calore.
Queste sono alcune delle valutazioni e delle conclusioni alle quali è giunto il nuovo rapporto tecnico dell’Agenzia Europea dell’Ambiente - EEA Technical Report no 13/2010 - “Mapping the impacts of natural hazards and technological accidents in Europe” (vedi il testo in inglese alla Sezione “Pubblicazioni - Segnalazioni”).
Per un approfondimento del tema, in particolare per la gestione della mappatura e del reporting degli eventi, vedi a seguire nella stessa Sezione il recentissimo documento diffuso agli Stati membri dal Consiglio EU “Risk Assessment and Mapping Guidelines for Disaster Management.”(g.p.)
Migliora la qualità dell’aria in Europa. E si sarebbe potuto fare meglio.
Nonostante un incremento del 26% dei combustibili nel periodo 1990-2005, l’introduzione degli standard Euro per gli autoveicoli ha ridotto del 90% il monossido di carbonio, del 68% i COV non metanici, del 40% gli ossidi di azoto e del 60% le PM2.5. Queste ultime in particolare nelle zone più densamente popolate dell’Europa occidentale. Inoltre, a causa del calo complessivo dei precursori, il numero dei giorni con alti valori di ozono è diminuito significativamente, specie nell’area mediterranea. Per quanto riguarda la combustione industriale, per effetto delle norme IPPC e LCP, le attuali emissioni degli ossidi di azoto e zolfo sono molto al di sotto rispetto agli anni passati e la riduzione del particolato è più significativa di quella derivante dal traffico auto veicolare. I maggiori effetti si sono verificati nelle zone più industrializzate come la Germania, la Pianura padana in Italia, l’Olanda e la Polonia. Le concentrazioni di entrambi i gruppi di inquinanti sarebbero circa il doppio se non fosse stata adottata nessuna misura.
Le emissioni potrebbero essere ulteriormente ridotte se i più recenti provvedimenti riguardanti gli standard Euro fossero stati pienamente applicati in tutti i paesi. Ciò inciderebbe soprattutto per gli ossidi di azoto nelle emissioni degli autoveicoli alimentati a benzina e del particolato fine per quelli alimentati a gasolio. In molti paesi gli NOx e gli SOx potrebbero essere dimezzati se gli impianti fossero stati portati ai requisiti fissati dalla normativa LCP (Large Combustion Plants) e anche le concentrazioni del PM2.5 si sarebbero ridotte in modo significativo. Come già accaduto per Danimarca, Germania e Olanda, anche nei paesi dell’Europa meridionale e orientale, avremmo potuto verificare elevate riduzioni se fossero stati adottati più stringenti provvedimenti in linea con la Direttiva NEC del 2001.
Negli ultimi decenni – la prima Direttiva risale agli anni ’70 – la UE ha introdotto una serie di politiche volte a migliorare la qualità dell’aria attraverso il controllo delle emissioni inquinanti. Il trasporto su strada e i grandi impianti industriali rappresentano le principali fonti di inquinanti che possono provocare danni alla salute e all’ambiente. Insieme rappresentano circa il 50-65% delle emissioni totali di particolato, acidificanti e sostanze che favoriscono la formazione di ozono.
Il recente Rapporto Tecnico 8/2010 dell’Agenzia Europea dell’ambiente “Impact of selected policy measures on Europe’s air quality” – vedi alla pagina “Pubblicazioni - Segnalazioni" – si propone di dare una risposta analizzando l’impatto delle politiche rispetto ad una situazione senza interventi. Vengono ipotizzati anche i risultati nel caso in cui tutti i paesi avessero pienamente ottemperato alle prescrizioni indicate dall’Unione Europea.(g.p.)
Da ArpaRivista a Ecoscienza
Il nuovo bimestrale dell'ARPA Emilia-Romagna, giunto al secondo numero, intende richiamare l'attenzione su alcuni temi chiave già nel nome - la scienza dell'ambiente e per l'ambiente e la coscienza del limite e della responsabilità. La proposta editoriale è mirata alla diffusione delle conoscenze in campo ambientale e all'approfondimento sui grandi temi della sostenibilità. L'ambizioso obiettivo è quello di fornire strumenti di lettura autorevoli, anche attraverso il confronto tra posizioni diverse, nel campo delicato e spesso ideologizzato dai diversi contendenti, dell'informazione ambientale.
E' prevista una tiratura di 3-4000 copie per circa 100 pagine, un costo di abbonamento molto contenuto di 40 euro accanto ad una distribuzione gratuita a soggetti istituzionali. Per maggiori informazioni, visitare il sito www.arpa.emr.it/ecoscienza.
Su autorizzazione della Redazione che ringraziamo per la collaborazione, siamo in grado di anticipare un articolo di sintesi sull'incertezza delle misure di Alessandro Grigato, uno degli "apostoli laici" che hanno partecipato ai quattro Seminari organizzati nei mesi scorsi da UN.I.D.E.A., che apparirà sul prossimo numero del periodico. Vedi in “Pubblicazioni - Segnalazioni” (g.p.)
Molto da rifare in tema di rifiuti
Sulla Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre 2010, n. 288 - Suppl. Ordinario n. 269 è stato pubblicato il DECRETO LEGISLATIVO 3 dicembre 2010, n. 205 recante "Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti, che abroga alcune direttive", che costituisce un nuovo aggiornamento della Parte IV del D.lgs 152/2006 (cd. "Codice ambientale") in materia di gestione rifiuti. Il Decreto, 131 pagine comprese le note, consta di 39 articoli e 5 allegati e, oltre ad integrare nella disciplina nazionale i principi e i contenuti previsti dalla direttiva 2008/98/CE, il cui termine ultimo per il recepimento era il 12 dicembre 2010, provvede a coordinare quella stabilita del "Codice ambientale" in materia di rifiuti con il "Sistri", il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti la cui "effettiva" entrata in vigore operativa è prevista per il prossimo 1° gennaio. A partire da tale data, per espressa previsione dell’articolo 39, comma 1 del nuovo provvedimento, saranno applicabili le sanzioni in materia stabilite dal nuovo articolo 260-bis. Il testo del D.lgs del 03/12/2010 é consultabile gratuitamente all’indirizzo: www.normattiva.it inserendo nella maschera di ricerca la data e il numero del provvedimento 2010-12-03;205. (c.p.)
Riduzione delle emissioni di CO2: l’Italia in forte ritardo. Si aspettano decisioni e impegni. E non solo dal nostro paese.
Germanwatch, associazione non governativa tedesca, in collaborazione con il Climate Action Network Europe, ha stilato in occasione delle conferenza mondiale sui cambiamenti climatici di CANCUN (Messico) la classifica delle performance ambientali dei 60 Paesi che rappresentano oltre il 90 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica – The climate change performance index. Results 2011 - (vedi in “Pubblicazioni - Segnalazioni”)
L’Italia è al 41° posto nella graduatoria dei Paesi che emettono più anidride carbonica nel mondo, evidenziando un forte ritardo nelle politiche di riduzione dei gas ad effetto serra. Lo scorso anno l’Italia si trovava al 44°, ma le tre posizioni guadagnate non sono sicuramente imputabili all’efficacia delle politiche ambientali bensì alla crisi economica. Limitando l’analisi ai soli 27 Paesi dell’Europa la performance climatica dell’Italia è al ventunesimo posto, avanti soltanto a Estonia, Grecia, Slovenia, Bulgaria, Lussemburgo e Polonia.
E’ evidente la necessità (l’obbligo?) di un deciso cambio di rotta delle politiche ambientali e di significativi investimenti nella cosiddetta green economy se si vuole realmente ridurre le emissioni di anidride carbonica.
E’ periodo di bilanci ambientali e a questo proposito vale la pena di dare un’occhiata (nella stessa Sezione di cui alla precedente segnalazione) ad un documento “istituzionale” dell’UNEP, il programma ambientale delle Nazioni Unite, licenziato a novembre -. The Emission Gap Report – Are the Copenhagen accord pledges sufficient to limit global warming to 2°C or 1.5°C?
Dalle decisioni di Cancun alle speranze di Durban. Vorremmo certezze e non sospettose malignità su costose settimane di folte delegazioni di quasi 200 paesi in località vacanziere. (a.d.g)
Arsenico e vecchi... problemi noti e irrisolti
L'Unione Italiana degli Esperti Ambientali prende ufficialmente posizione sulla ennesima birichinata del nostro Paese che viene ora bacchettato da Bruxelles. Invece di svolgere un ruolo significativo al momento di redigere le direttive comunitarie e di attrezzarsi prontamente per la loro applicazione, è costretto a rincorrere l'emergenza. Eppure quasi tutto era noto, comprese le misure da adottare informandone tempestivamente le popolazioni coinvolte.
Pubblichiamo di seguito il documento predisposto da Adriano Zavatti, vice Presidente UN.I.D.E.A. (g.p.)
È notizia di questi giorni che l’Unione Europea ha bocciato le deroghe che lo Stato italiano aveva concesso a 128 comuni italiani, molti dei quali nel Lazio, nelle cui acque potabili l’Arsenico supera il limite di 10 µg/L, consentendo il rispetto del vecchio limite di 50 µg/L. Per la verità la deroga rimane anche se al livello più basso di 20 µg/L, poiché il metallo è “di origine naturale”.
Il Ministro della Salute, stando a quanto riportato dalla stampa nazionale, afferma che “adesso con le Regioni dovremo fare un piano” e che le deroghe erano state concesse nel passato proprio per l’origine naturale dell’Arsenico, “che non comporta rischi per la salute”(sic!). Già nei primissimi anni ’90 del secolo scorso, l’affinamento delle tecniche analitiche e quelle legate al prelevamento e alla conservazione dei campioni di acqua misero in evidenza la presenza quanto mai diffusa di elementi tossici indesiderabili, tra i quali l’Arsenico destava particolare allarme tra la popolazione, per la storica notorietà come veleno “tradizionale”.
Leggi tutto alla Sezione "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A"
Resoconto di un Convegno sulla Green Economy
Pubblichiamo nella Sezione "Formazione - Convegni-Congressi" un breve resoconto di un Convegno sulla Green Economy e l'ambiente recentemente tenuto a Roma con la partecipazione di molti rappresentanti delle Agenzie regionali ambientali. (g.p.)
Insieme per ridurre il rumore in Europa
L'impatto di rumori indesiderati può variare da un leggero fastidio fino a seri danni per la salute. Oltre 56 milioni di persone sono esposte in Europa a rumore eccessivo solo per il traffico autoveicolare nelle grandi città con effetti che vanno dal fasidio all'interferenza con attività basilari come il sonno, il riposo e lo studio. Ma l'esposizione prolungata può innescare gravi malattie come l'ipertensione e danni cardiovascolari.
Pochi giorni orsono a Londra con una cerimonia ufficiale l'Agenzia Europea per l'Ambiente e la prestigiosa Noise Abatement Society britannica hanno annunciato la istituzione di un nuovo riconoscimento europeo destinato a premiare soluzioni innovative nel settore.
Contemporaneamente la stessa Agenzia ha pubblicato uno snello volumetto, irto di formule e grafici, destinato agli Stati Membri e frutto del lavoro iniziato nel gennaio 2009 dall'EPoN (Expert Panel on Noise) di cui fa parte anche il nostro Gaetano Licitra di ARPA Toscana. L'EEA Technical Report n. 11/2010 "Good practice guide on noise exposure and potential health effects" (testo in inglese alla Sezione Pubblicazioni - Segnalazioni) prende naturalmente lo spunto dalla Direttiva 2002/49/CE ed ha come obiettivo principale quello di fornire agli utilizzatori finali, sulla base delle più recenti acquisizioni, strumenti pratici e validati per calcolare l'impatto del rumore sulla salute in tutti i casi di studi strategici e piani operativi richiesti dalla direttiva.(g.p.)
Monitoraggio, informazioni e controlli ambientali per lo sviluppo della Green Economy
Segnaliamo in Formazione - Convegni-Congressi un'iniziativa organizzata dalla Provincia di Roma nella mattinata del prossimo 23 novembre. Il Convegno si terrà presso la Sala Consiliare e prevede la partecipazione di rappresentanti del Parlamento, amministratori pubblici, ISPRA e Agenzie regionali.
Per l'adesione inviare una e-mail a info@susdef.it (g.p.)
Incertezza delle misure, certezza di un successo. E l’impegno continua.
Dopo il sorprendente positivo esordio del workshop primaverile a Treviso, la diffusione del “verbo laico” dell’incertezza delle misure si è trasformata in autunno nel clamoroso successo del progetto di UN.I.D.E.A., realizzato con i Seminari di Bologna, Roma, Bari e Palermo.
In conclusione, con il patrocinio dell’ ISPRA, la collaborazione di ARPA Veneto e il coinvolgimento delle quattro Agenzie locali, la filosofia e i principi applicativi delle Linee Guida ISPRA 52/2009 hanno raggiunto oltre ottocento persone. In ognuno degli eventi siamo stati costretti a bloccare le preiscrizioni e ad assistere al “sacrificio” di decine di partecipanti attenti, ma in piedi, per tutta la durata dei lavori.
Cinque i relatori, gli “apostoli” come mi piace chiamarli, (Maria Belli e Paolo De Zorzi dell’ISPRA, Giuseppe Sartori e Alessandro Grigato di ARPA Veneto, Danilo Argentini di ARPA Lazio) che si sono avvicendati nella presentazione delle relazioni tecniche, venticinque i coordinatori e i partecipanti alle tavole rotonde del pomeriggio tra i quali i Direttori Generali e Tecnici delle Agenzie, produttori pubblici e privati di misure, magistrati, docenti universitari di diritto penale e di chimica analitica, funzionari di Regioni ed Enti locali, rappresentanti del mondo imprenditoriale.
L’interesse manifestato per il tema e la larga e dichiarata condivisione delle proposte delle Linee Guida da parte dei diversi interlocutori non consente di considerare chiuso l’impegno dell’Unione ma anzi di porre l’argomento tra quelli prioritari dei prossimi mesi.
Il Gruppo di Lavoro che ha redatto il documento sta già lavorando sui criteri per rendere univoca l’applicazione delle regole sul territorio nazionale tenendo anche conto delle osservazioni e dei commenti acquisiti nel corso dei seminari. Nel frattempo le Agenzie regionali e provinciali le stanno sperimentando sul campo confrontandosi con i gestori e destinatari dei dati – pubblica amministrazione, autorità giudiziaria e imprese.
L’Unione seguirà questi percorsi paralleli e verificherà l’opportunità di altre iniziative seminariali per aggiornare e accompagnare gli operatori sugli sviluppi. Inoltre, per rendere sempre più fruibile il materiale tecnico-scientifico, l’associazione si propone, con la collaborazione dei relatori, già acquisito, e il supporto dell’ISPRA e delle Agenzie ambientali, di trasformare le presentazioni in relazioni e farne oggetto, unitamente ai più significativi interventi nelle tavole rotonde, di un numero monografico del Bollettino degli Esperti Ambientali da diffondere gratuitamente.
Per ultimo UN.I.D.E.A., confortata anche dalle richieste emerse durante i dibattiti, cercherà di dare cogenza ai principi delle Linee Guida sollecitandone l’estensione a tutte le strutture pubbliche produttrici di misure analitiche e il vincolo a prenderne atto e ad osservarle da parte dei gestori dei dati nell’adozione di provvedimenti amministrativi e giudiziari. Ribadiamo quanto già chiaramente espresso nel workshop di Treviso e reiterato in più occasioni sulla indispensabilità di un decreto interministeriale che renda vincolanti per tutti l’adozione e il “rispetto laico e non dogmatico” dell’incertezza della misura. (g.p.)
Aggiornati gli Statuti dei Premi Antonio Montefredine e Vittorio Gazzi - Claudio Quaranta
Informiamo i soci e i frequentatori del sito che il Consiglio Direttivo ha deciso di aggiornare gli Statuti dei Premi Antonio Montefredine e Vittorio Gazzi - Claudio Quaranta in considerazione della modifica della ragione sociale dell'Associazione.
I testi sono reperibili nella Sezione "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A.".(g.p.)
Dentro i Seminari sull'incertezza delle misure
Riteniamo utile riportare la rielaborazione dell'intervento ad ampio spettro svolto nel corso della Tavola Rotonda del Seminario di Bari del 7 ottobre da parte del prof. Vincenzo Muscatiello nella duplice veste di avvocato e docente di Diritto penale nella Università degli Studi di Bari. L'evento è stato del tutto positivo e ha visto l'impegno del rappresentante della Regione e di quello della Confindustria locale per una diffusione e applicazione operativa dei principi esposti nelle relazioni tecnico-scientifiche del mattino. (g.p.)
Clamoroso successo dei Seminari sull'incertezza delle misure.
Interventi dei rappresentanti di UN.I.D.E.A. a Bologna e a Roma
Roma 24 settembre 2010
Presentazione di Gianfranco Pallotti,
responsabile editoriale del sito www.unideaweb.it
Bologna, 8 settembre 2010
Introduzione ai lavori di Adriano Zavatti,
v.Presidente UN.I.D.E.A.
PdL di riforma delle Agenzie ambientali
Dopo la pubblicazione sul sito (vedi "Normativa - Normativa nazionale") della Proposta di Legge n. 3271 sul riordino del Sistema Agenziale, pubblichiamo un primo intervento di note a margine del vice presidente Adriano Zavatti che ribadisce le posizioni di UN.I.D.E.A. sull'argomento (vedi "Sistema Agenziale") (g.p.)