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Il Presidente di UN.I.D.E.A. Adriano Zavatti
scrive al Presidente del Consiglio Mario Monti

Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare



Ricordo di un Presidente


Abbiamo saputo della sua scomparsa a ridosso delle festività poco prima che potesse festeggiare il suo 84° compleanno con il 2012.
Giuseppe Zingrillo era nato, infatti, il primo gennaio del 1928 a Trinitapoli ed era rimasto sempre vicino, anche caratterialmente per la schiettezza e lievità sorniona dietro la quale nascondeva una non comune determinazione, alla sua Puglia.
Direttore per molti anni dell'allora Laboratorio Provinciale di Igiene e Profilassi di Foggia - quelle strutture sono state il germe e il substrato delle attuali Agenzie regionali ambientali - si era dedicato all'impegno politico prima nell'Amministrazione provinciale di Foggia e successivamente nella Regione Puglia come Assessore all'Agricoltura, ai Trasporti, alla Formazione Professionale e, infine, alla Sanità che rappresentava l'obiettivo della sua vita professionale e politica.
Era molto attivo anche in quella che allora si chiamava Unione Italiana Chimici Igienisti dei Laboratori Provinciali in attesa della istituzione del SSN del 1978 tanto da diventarne presidente dal 1974 al 1977. L'ho conosciuto - padrone di casa e ospite impareggiabile - in occasione del fastoso XVI Congresso Nazionale di Pugnochiuso del 1976 che coincise con il mio ingresso nel Consiglio Direttivo dell'Associazione a seguito di quella che per alcuni anni fu ricordata come la "rivolta degli assistenti" contro lo strapotere dei "direttori". Altri tempi! Complicati come quelli di oggi.
Il presidente Zavatti, i membri del Consiglio Direttivo e tutti i soci di UN.I.D.E.A. porgono le più sentite condoglianze alla moglie e ai tre figli. (g.p.)



Proposte e attività dell'UN.I.D.E.A.

Verbale della riunione del Consiglio Direttivo



Il Consiglio Direttivo dell'UN.I.D.E.A. si riunisce a Bologna

Convocazione riunione del Consiglio Direttivo




Corrado Clini all'Ambiente

Lettera del Presidente UN.I.D.E.A., Dott. Zavatti, al nuovo Ministro dell'Ambiente, Dott. Corrado Clini




Delle alluvioni

L'Unione Italiana degli Esperti Ambientali partecipa al dolore per le vittime dei fenomeni che hanno colpito il nostro paese ed è vicina alle popolazioni la cui vita è stata sconvolta a livello fisico ed economico.
L'UN.I.D.E.A. invita i soci e i lettori del sito ad aderire all'iniziativa de La7 e del Corriere della Sera inviando un sms col telefono cellulare o una chiamata con il fisso al numero 45500 contribuendo così con due euro.
A seguire alcune riflessioni del presidente Zavatti che vanno anche al di là dei gravi episodi. (g.p.): Delle alluvioni (a.z.)




Lettera del Presidente di UN.I.D.E.A.


Cari amici, con l’autunno, dopo il successo e la qualità del lavoro svolto nel 32° Congresso di Perugia, assieme al nuovo Consiglio Direttivo, riprendiamo il dialogo sulla situazione del sistema agenziale e sui problemi vecchi e nuovi, che lo assillano e di cui gli operatori sentono, certamente più di altri, tutto il peso. Non che l’informazione sui temi a noi cari abbondi: non quella dei media, anzi, ma nemmeno quella interna ed esterna alle Agenzie o delle riviste specializzate. Per parte nostra cerchiamo di essere sempre informati, per quanto possiamo e di comunicarvi tempestivamente notizie buone e, ahimé, cattive. Purtroppo, come ci diceva un illustre esperto di cose ambientali-agenziali, sembra proprio che “di queste cose non frega niente a nessuno”. Se è così (e sembra proprio che lo sia) ce ne rammarichiamo. Noi, nonostante ciò, continuiamo tenacemente a credere che l’aver creato le Agenzie Ambientali sia stato una grande riforma indispensabile al miglioramento delle condizioni ambientali del nostro Paese (anche se, ovviamente, non risolutiva). Leggi tutto




CHI VUOLE DISTRUGGERE IL SISTEMA AMBIENTALE


Mentre a livello nazionale si discute, con marce indietro e salti in avanti, sulla eliminazione o razionalizzazione delle Province, la Commissione Affari Costituzionali del Senato, dopo l'approvazione del testo alla Camera, affronta schizofrenicamente la "Carta delle Autonomie" con il ddl n. 2259 di iniziativa dei ministri Calderoli, Maroni, Bossi e Fitto. All'Art. 3 si ribadiscono e si rafforzano le funzioni delle province, salvaguardando all'Art. 7, comma 2. per la parte ambientale, le competenze dell'ISPRA e delle Agenzie Regionali Ambientali. Ma un inopinato emendamento a quest'ultimo articolo della senatrice Incostante del PD, che ci risulta approvato, elimina il comma e, in mancanza di ulteriori indicazioni, sembra aprire la strada a strutture provinciali direttamente dipendenti dai titolari delle funzioni.
Vogliono arrivare a 110 APPA? L'UN.I.D.E.A., appena venuta a conoscenza dell'"incidente", si è attivata nei confronti di alcuni autorevoli membri del Consiglio Federale delle Agenzie e di rappresentanti delle forze politiche - ivi compresa la senatrice Incostante - evidenziando la illogicità dell'operazione, lo spreco di risorse in termini di personale e strumentazione ed il sicuro calo della qualità delle prestazioni. Contemporaneamente l'Associazione ha dichiarato la propria disponibilità ad incontri e iniziative che contrastino efficacemente questa scriteriata distruzione di una realtà consolidata. Chiediamo formalmente alle forze politiche, al ministro dell' ATTM, al Presidente dell' ISPRA - e del Consiglio Federale - ad ASSOARPA e a tutti gli operatori delle strutture di prendere posizione e di difendere un sistema, faticosamente costruito e finalmente a regime, per la tutela dell'ambiente e della salute interconnessa.
Il sito è a disposizione dei lettori per interventi, reazioni e iniziative.
Trascriviamo di seguito il testo dei due articoli e dell'emendamento. (g.p.)

Legislatura XVI - Disegno di legge N. 2259 - "Carta delle Autonomie

Art. 3. (Funzioni fondamentali delle province)
  1. Ferme restando le funzioni di programmazione e di coordinamento delle regioni, le funzioni fondamentali delle province sono:
    1. la normazione sull’organizzazione e sullo svolgimento delle funzioni spettanti in qualità di enti autonomi dotati di propri statuti e muniti di autonomia finanziaria di entrata e di spesa;
    2. la pianificazione e la programmazione delle funzioni spettanti;
    3. l’organizzazione generale dell’amministrazione e la gestione del personale;
    4. la gestione finanziaria e contabile;
    5. il controllo interno;
    6. l’organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito provinciale;
    7. la vigilanza e il controllo nelle aree funzionali di competenza e la polizia locale;
    8. la pianificazione territoriale provinciale di coordinamento;
    9. la gestione integrata degli interventi di difesa del suolo;
    10. nell’ambito dei piani nazionali e regionali di protezione civile, l’attività di previsione, la prevenzione e la pianificazione d’emergenza in materia; la prevenzione di incidenti connessi ad attività industriali; l’attuazione di piani di risanamento delle aree ad elevato rischio ambientale;
    11. la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, per gli aspetti di competenza, ivi compresi i controlli sugli scarichi delle acque reflue e sulle emissioni atmosferiche ed elettromagnetiche; la programmazione e l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, nonché le relative funzioni di autorizzazione e di controllo;
    12. la tutela e la gestione, per gli aspetti di competenza, del patrimonio ittico e venatorio;
    13. la pianificazione dei trasporti e dei bacini di traffico e la programmazione dei servizi di trasporto pubblico locale, nonché le funzioni di autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato in ambito provinciale, in coerenza con la programmazione regionale;
    14. la costruzione, la classificazione, la gestione e la manutenzione delle strade provinciali e la regolazione della circolazione stradale ad esse inerente;
    15. la programmazione, l’organizzazione e la gestione dei servizi scolastici, compresa l’edilizia scolastica, relativi all’istruzione secondaria di secondo grado;
    16. la programmazione, l’organizzazione e la gestione dei servizi per il lavoro, ivi comprese le politiche per l’impiego;
    17. la programmazione, l’organizzazione e la gestione delle attività di formazione professionale in ambito provinciale, compatibilmente con la legislazione regionale;
    18. la promozione e il coordinamento dello sviluppo economico del territorio provinciale
Art. 7. (Disposizioni di salvaguardia)
  1. Le funzioni fondamentali di cui agli articoli 2, 3 e 4 non possono essere:
    1. attribuite ad enti o agenzie statali o regionali né ad enti o agenzie di enti locali diversi da quelli cui tali funzioni fondamentali sono attribuite;
    2. esercitate da enti o agenzie statali o regionali né da enti o agenzie di enti locali diversi da quelli cui tali funzioni fondamentali sono attribuite.
  2. Restano ferme in ogni caso le competenze in materia ambientale riconosciute per legge all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e alle agenzie regionali per la protezione dell’ambiente.
  3. A decorrere dall’effettivo trasferimento delle risorse umane e strumentali necessarie all’esercizio delle funzioni fondamentali di cui agli articoli 2, 3 e 4, nonché dall’effettivo finanziamento delle medesime funzioni, in conformità ai princìpi e ai criteri di cui alla legge 5 maggio 2009, n. 42, cessa ogni forma di finanziamento delle funzioni esercitate in contrasto con le disposizioni di cui al comma 1 e sono nulli gli atti adottati nell’esercizio delle suddette funzioni.

EMENDAMENTO 7.2 INCOSTANTE

Sostituire l'articolo con il seguente:
Art. 7.
  1. Fatto salvo quanto previsto dal comma 2, le funzioni fondamentali di cui agli articoli 2, 3 e 4 non possono essere esercitate da enti o agenzie statali e regionali. Non possono altresì essere esercitate da enti e agenzie di enti locali diversi da quelli cui sono attribuite le medesime funzioni fondamentali.
  2. In via residuale, al fine di garantire l'efficacia, l'efficienza, l'economicità, il buon andamento e l'adeguatezza nell'esercizio delle funzioni fondamentali, la disciplina regionale assicura i necessari strumenti di programmazione, indirizzo e coordinamento, anche prevedendo i casi nei quali l'esercizio di specifici compiti e attività rientranti nelle funzioni di cui al comma l possono essere esercitati dalla Regione, in attuazione del principio di sussidiarietà e per ragioni di unitarietà, previa consultazione degli enti locali nelle forme previste dalle leggi regionali e, nel caso di provvedimenti non a valenza generale, in accordo con gli enti interessati.





LE AGENZIE: RIFORMA E RISPARMIO


Sui giornali locali in questi giorni hanno molto risalto le notizie del “buco” di bilancio di ARPA Veneto, pari a diverse decine di milioni. E la notizia sconcerta, soprattutto per la subitanea esplosione del caso. Come è possibile che un ente così giovane si trovi in una situazione simile? Non vogliamo addentrarci in una analisi su fatti e circostanze che non conosciamo, ma semplicemente porre all’attenzione alcune riflessioni che la vicenda ci suggerisce oltre a formulare gli auspici che il personale e le prestigiose attività dell’Agenzie non ne risentano.
Ormai da molto tempo UN.I.D.E.A. chiede a gran voce una riforma della legge istitutiva delle Agenzie. E non lo fa per puro spirito innovatore, ma basandosi su precise e conclamate necessità. Il testo di una proposta di legge, discussa nella passata legislatura e che aveva trovato quasi unanimi consensi, è oggi stata ripresa in altri progetti, che da ormai tre anni dormono sonni tranquilli nei cassetti della Camera dei Deputati. E per stessa ammissione degli interessati, ben difficilmente vedranno la luce, essendo le forze politiche e parlamentari in tutt’altre faccende affaccendati e poiché “di questo non frega niente a nessuno” (sic!).
Lungi da noi ogni intento critico sulle priorità legislative, che sono certamente tante e spesso di portata ben maggiore, ma il disinteresse manifestato ci colpisce, come operatori e convinti assertori della centralità del sistema agenziale.
Nelle proposte di modifica, tra altre interessanti novità, c’era l’obbligo di adozione dei LETA (Livelli Essenziali di Tutela Ambientale), ossia della definizione dei parametri di valutazione dei minimi controlli sull’ambiente e sui fattori di pressione. Questi, evidentemente, si traducono in personale, tempi di lavoro medi, risorse strumentali etc, necessari a garantire un determinato (e sufficiente) numero di specifiche attività di controllo e quindi in termini di necessità finanziarie delle Agenzie.
Quanto costa, ma soprattutto quanto deve costare il controllo dell’ambiente e, di conseguenza, quali sono le necessità finanziarie delle Agenzie per rispondere al mandato normativo? Solo quando avremo a disposizione queste valutazioni potremo considerare su basi oggettive (e al di là di ogni altra considerazione di merito specifica) la bontà dell’amministrazione e confrontare tra loro le varie regioni. Solo adottando un metro quantitativo potremo valutare se le strutture delle agenzie sono adeguate, in termini di personale e mezzi, ai carichi operativi che le norme ambientali impongono nei controlli. Nel programma triennale di lavoro che il Consiglio Federale si è dato e sul quale stanno lavorando i Direttori Tecnici delle Agenzie, il progetto di definizione dei LETA è uno dei più qualificanti.
È storico malvezzo del legislatore italiano, infatti, determinare nuove competenze da affidare alle strutture di controllo, senza contestualmente indicare le risorse necessarie. Se non vengono attribuite nuove risorse, delle due l’una: o quelle già affidate erano esorbitanti, o, se erano necessarie e sufficienti, queste non lo sono più per i nuovi compiti. I LETA ci dovrebbero garantire in entrambi i casi. Essi, tra l’altro, metterebbero in evidenza la necessità di condurre una difficile, ma indispensabile opera di riorganizzazione aziendale finalizzata al risparmio di risorse umane e strumentali ed al loro migliore utilizzo.
Già in altra sede discutemmo della necessità di condurre “scientificamente” un'analisi preventiva delle ricadute delle nuove leggi ambientali (e delle nuove leggi tout court), de jure condenda, e di monitorarne gli effetti de jure condita. Questa ci pare un'esemplificazione ineccepibile della bontà del metodo e varrebbe per tutte gli altri innumerevoli effetti che il legislatore dovrebbe valutare preventivamente; ossia una vera e propria Valutazione Ambientale Strategica (VAS) delle leggi, oggi richiesta in sede comunitaria per piani e programmi, ma che sarebbe buona cosa applicare anche alla produzione legislativa.
Il problema del finanziamento delle Agenzie, in tal modo, troverebbe una adeguata soluzione, almeno in termini strettamente monetari. Rimane comunque aperto quello storico delle fonti di finanziamento. E anche qui le notizie giornalistiche sul caso veneto ci aiutano a capire. Una delle voci in causa, riportate dalla stampa infatti riguarda la dichiarata volontà della Sanità regionale di non finanziare il debito col Fondo Sanitario Regionale (FSR), anche in ragione delle sue difficoltà e dei sacrifici operati dalle sue strutture. Che c’entra il FSR? È ben noto che la gran parte del sostegno finanziario delle ARPA proviene da questo. Ed è evidente che poiché tali prestazioni, pur potendosi ricondurre in linea ideale alla difesa della salute, ma non trattandosi di prestazioni dirette alla persona a cui il pubblico è certamente più sensibile, la “sanità” tenda a ritenerle marginali come quelle dei suoi Dipartimenti di Prevenzione. In epoca di “vacche magre”, come quella che stiamo vivendo, sono le prime ad essere neglette.
Tuttavia, se è vero che molte attività sono un inalienabile supporto alla prevenzione, attraverso i LETA può essere definita la quota di finanziamento da parte del FSR, basato su un monte prestazioni definito e concordato. Mentre siamo convinti che, poiché si tratta per la maggior parte di attività dovute, ossia obbligatorie in termini di sorveglianza e controllo, esse siano da finanziare nella loro globalità da parte della fiscalità generale delle Regioni, spostando in modo sensibile la quota annua di derivazione dal bilancio regionale e non dal FSR.
Molte Agenzie hanno adottato, a tal proposito una efficace classificazione tipologica delle attività (obbligatorie, facoltative, etc) che aiuta a far chiarezza al riguardo e rende palesi e ben giustificate le possibili fonti di finanziamento delle Agenzie.
Anche per questo spinoso argomento le proposte di legge di cui abbiamo accennato contenevano indicazioni specifiche.
Dunque il “caso veneto” ci aiuta a capire, almeno in parte, le difficoltà che tutto il sistema agenziale sta affrontando. In molte regioni la sensibilità a questi problemi è e rimane alta, in altre evidentemente no, e il rischio che una mancata sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle forze politiche su questi temi produca effetti deleteri sulle Agenzie è oggi assai alto.
E’ singolare infatti che la sensibilità sui temi ambientali non sia mai stata così alta come in questi mesi, purtroppo grazie alle drammatiche vicende giapponesi e non solo, e che, contemporaneamente, i media sistematicamente ignorino la stessa esistenza delle Agenzie e la loro insostituibile funzione.
E’ certamente colpa anche delle Agenzie singole e dell’intero sistema che, tramite ISPRA e il MATTM, non sanno comunicare adeguatamente se stesse e le proprie attività, senza lasciarsi travolgere dalle notizie di cronaca nera che le riguardano e che ne offuscano il faticoso lavoro quotidiano. (a.z.)




RUOLI, COMPETENZE E INFORMAZIONE.
LA MISURA È COLMA.


Stupirsi di quanto ci raccontano le notizie quotidiane oggi non è facile: succede di tutto e di più. In un servizio televisivo del TG de LA7 abbiamo sentito commentare uno dei roghi di Napoli con la frase “Si sta sollevando una nuvola di diossina”. Su La Repubblica del 28 giugno a p. 17 leggiamo che “sono a rischio diossina i bambini, in particolare i soggetti allergici e che soffrono di asma … e che la diossina è un grave pericolo per le persone anziane e in generale per tutti coloro che hanno problemi respiratori.” Una maggiore attenzione e qualche verifica in più avrebbero reso meno generiche e fuorvianti queste affermazioni applicabili più all’effetto meccanico delle polveri, più o meno sottili, che alla conclamata cancerogenicità delle diossine.
Ma l’articolo di Irene De Arcangelis a p. 15 de La Repubblica del giorno precedente, sempre intorno ai rifiuti di Napoli, è riuscito a stupirci. Non riporta notizie nuove o sconvolgenti. Ci racconta che l’accumularsi di rifiuti e i relativi roghi nelle strade sono pericolosi per la salute. E questo ci pare abbastanza ovvio o almeno scontato per chi, come noi, da quasi quarant’anni conosce e studia i problemi ambientali. Ciò che decisamente ci ha stupito è una serie di considerazioni e di affermazioni sul momento attuale e la mancanza di altre che francamente da ormai molti anni sono latitanti dai commenti giornalistici.
Partiamo da queste ultime: che l’emergenza non si fosse e non si potesse dire risolta col “miracolo” dei tre giorni di Berlusconi, né tanto meno coi cinque di De Magistris, era evidente e poteva fare notizia solamente il loro annuncio. E infatti puntualmente la mancata chiusura del ciclo dei rifiuti si è ripresentata con una nuova emergenza, poiché il ciclo si può chiudere solo se si risolve strutturalmente la parte terminale della collocazione dei rifiuti: recupero, riciclo o trattamento che sia, nelle varie combinazioni possibili a seconda delle modalità di raccolta, che, in ogni caso, hanno bisogno di una destinazione finale. I tecnici ne sono ben consci (i politici evidentemente un po’ meno). Anni di sforzi nell’area napoletana dovrebbero aver insegnato qualcosa, con l’accumulo di milioni di “eco balle” ancora in attesa di smaltimento. E invece no. Si continua a cercare il miracolo sempre annunciato e mai realizzato.
Ma l’emergenza non aspetta ed i rischi anche.
L’articolo della De Arcangelis ne tratteggia una serie, trascurandone altri, come ad esempio il sovraccarico di inquinanti nella rete fognaria allorché o piove o si lavano le strade, producendo di fatto un “percolato” concentrato che mette in crisi i depuratori delle acque reflue urbane. Ma questo è il meno. La parte dell’articolo che ci ha veramente stupito riguarda il taumaturgico richiamo ai NAS, di cui si lamenta il mancato coinvolgimento anche nel monitoraggio. Si legge a latere “La denuncia dei NAS: il Ministero fino ad oggi non ha chiesto il nostro intervento.
Ci chiediamo: monitoraggio di che cosa? E perché i NAS “gli esperti sanitari maestri nel… I massimi maestri” come li definisce l’articolista? I nostri carabinieri, è vero, si muovono in molti campi come si legge sul loro sito (profilassi internazionale delle malattie infettive e diffusive; sanità marittima, aerea e di frontiera; produzione e vendita di specialità medicinali ad uso umano e veterinario - compresi gli omeopatici -, di vaccini, virus, sieri; prodotti cosmetici e di erboristeria; produzione di presidi medico-chirurgici, dispositivi medici e diagnostici; igiene, sanità pubblica e polizia veterinaria; produzione e commercio legale delle sostanze stupefacenti per la preparazione di specialità farmaceutiche). La loro competenza però è esclusivamente di tipo giuridico-giudiziario – conoscenza del c.p., del c.p.p. e delle leggi speciali - indispensabile per perseguire reati e per condurre le indagini di polizia nei campi affidati: è il loro mestiere e lo fanno benissimo; ma non vediamo proprio come potrebbero condurre monitoraggi che richiedono competenze tecniche e tecnologie specifiche che non possono essere acquisite con due mesi di corso e qualche seminario di aggiornamento. I campi di intervento per loro nel napoletano non mancano di certo, con una diffusa illegalità ambientale (anche connessa ai roghi attuali) e, ad esempio, la conclamata presenza di discariche abusive con torbide connessioni con la malavita organizzata o le omissioni o connivenze delle strutture amministrative deputate alla vigilanza e al controllo. Le stesse identiche considerazioni possono essere fatte per il NOE e per il NAC in campo ambientale e agricolo. Meno per il nucleo che si occupa della tutela dei beni culturali.
Ci stupisce invece che la De Arcangelis non citi che di sfuggita e in negativo le strutture a cui è affidata ope legis la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica: i Dipartimenti di prevenzione delle ASL napoletane; e addirittura ignori del tutto quella a cui invece è affidata quella ambientale: l’Agenzia Regionale Protezione Ambientale (ARPAC), dotata di tutte le strumentazioni e le competenze tecnico-scientifiche necessarie ad impostare e realizzare un piano di monitoraggio chimico e microbiologico, che ponga chiaramente in evidenza i rischi sanitari e ambientali e le loro connessioni. Anche questa volta non riusciamo a capire come i responsabili di queste strutture e il personale altamente qualificato – questo sì – non si ribellino a queste ennesime mistificazioni e non rivendichino il loro ruolo centrale, la loro professionalità e l’attività quotidiana.
Non discutiamo poi l’intervento del mondo accademico né dei professionisti impegnati nella cura delle malattie che l’articolo richiama, anzi riteniamo che in una situazione come quella di Napoli, si dovrebbe creare una task force tecnico-scientifica che coinvolga tutte le eccellenze dei saperi, che certamente non mancano in quella realtà. Ci sorprende invece che essi si muovano isolati, senza un coordinamento e quindi diano visioni sempre parziali e talora discutibili delle reali condizioni.
Anche questo, crediamo, sia e debba essere compito della Politica. (a.z./g.p.)




OLTRE IL CONGRESSO


Un notevole successo di partecipazione ha riscosso il 32° Congresso triennale dell’Unione Italiana degli Esperti Ambientali (UN.I.D.E.A.), tenutosi a Perugia il 12 e 13 maggio 2011, presso la sede della Facoltà di Agraria della Università, con la collaborazione di ARPA Umbria.
Il Congresso è stato incentrato sulle tematiche più attuali di carattere tecnico-scientifico e operativo che riguardano il monitoraggio, il controllo e la conoscenza dell’ambiente, con particolare attenzione alle ripercussioni sull’assetto organizzativo delle strutture del Sistema agenziale e sui rapporti con i decisori e le imprese.
Nel rivolgere il proprio saluto, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Perugia Lorena Pesaresi ha ricordato la felice coincidenza dell’evento con le manifestazioni dei “Green Days”, che si sono tenute negli stessi giorni ed hanno coinvolto tutta la città in una kermesse di eventi di promozione di uno stile di vita sostenibile, mentre Svedo Piccioni, Direttore Generale di ARPA Umbria, ha sottolineato l’indispensabile lavoro delle Agenzie Ambientali a favore del risanamento e della prevenzione dei danni all’ambiente.
Nella relazione introduttiva Adriano Zavatti, neo Presidente di UN.I.D.E.A., ha tracciato un quadro esaustivo delle attività dell’associazione a favore di una qualificazione tecnico-scientifica degli operatori del sistema agenziale, del quale ha ripercorso la nascita e l’evoluzione, fino alla attuale situazione, che presenta una serie di criticità, assieme ad immutate potenzialità, che una più efficiente organizzazione, sia interna sia di rete, potrebbero garantire agli enti territoriali, alle imprese ed ai cittadini. Zavatti ha sottolineato inoltre la necessità di una revisione della legge istitutiva delle Agenzie, ma anche di un più efficace impegno di sviluppo omogeneo, nonostante le difficoltà complessive del sistema-paese e le differenze operative e procedurali permanenti.
In un momento di particolare delicatezza e di non chiare prospettive strategiche, come quello attuale, è indispensabile un forte rilancio della presenza delle Agenzie Ambientali nello scenario della tutela delle risorse dell’ambiente e del territorio.
Nelle sessioni tematiche, accanto al monitoraggio e al controllo dell’aria e delle acque e alla Prevenzione e Riduzione Integrate dell’Inquinamento (IPPC), trattati dai migliori specialisti del panorama nazionale, sono stati affrontati anche temi trasversali quali l’incertezza delle misure, con la presentazione del numero speciale del Bollettino degli Esperti Ambientali che raccoglie le relazioni e gli interventi ai quattro Seminari organizzati nell’autunno 2010, l’attuazione del Programma Triennale di collaborazione tecnica tra le Agenzie (vero esempio di federalismo solidale e sussidiario).
Il Congresso si è chiuso con una tavola rotonda nella quale i diversi attori, istituzionalmente e a diverso titolo coinvolti, hanno analizzato l’attuale situazione, con il comune obiettivo di un migliore e più efficace coordinamento, che possa contemporaneamente tutelare l’ambiente, prevenire i rischi sanitari connessi e dare garanzie e sicurezze alle attività produttive. Al dibattito hanno partecipato: l’Assessore all’Ambiente della Regione Umbria Silvano Rometti, il Col. Persi del Corpo Forestale dello Stato, Corrado Carrubba, Commissario straordinario di ARPA Lazio e Svedo Piccioni di ARPA Umbria, Roberto Caracciolo, Direttore del Dipartimento Stato dell’Ambiente e Metrologia Ambientale dell’ISPRA.
A questo proposito ci piace ricordare che, nel corso del Congresso, allo stesso Caracciolo è stato assegnato il premio “Antonio Montefredine” destinato a persone o enti che abbiano acquisito benemerenze nei confronti dell’Associazione.
UN.I.D.E.A. intende pubblicare gli atti del Congresso in un numero doppio del suo organo ufficiale analogamente a quanto fatto con il volume dedicato a ”Incertezza delle misure e certezza del diritto”. Dopo aver coinvolto oltre 800 persone nei seminari citati, siamo lieti di informare i lettori del sito che in questi giorni sono state inviate in omaggio 800 copie della rivista alle 21 Agenzie regionali e provinciali – da 10 a 40 copie ciascuna -, all’ISPRA, all’ISS, ad ACCREDIA, al Ministero della Salute per la distribuzione agli IZS, all’Agenzia delle Dogane per i Laboratori Chimici e alla Prevenzione e Repressione delle Frodi del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. (g.p.)




Nanoscienze


Nota sulle nanoscienze

Documento di Angelo Bortoli, direttore del Bollettino degli Esperti Ambientali



UN ALTRO CONGRESSO


medaglia UNIDEAIl conferimento di questa onorificenza costituisce il più alto riconoscimento ufficiale dei molteplici meriti acquisiti dall’Associazione in lunghi anni di tenace e fecondo lavoro… Essa esalta ed onora la figura di ciascuno di voi, perché tutti i laboratoristi hanno saputo espletare degnamente gli importanti e delicati compiti loro affidati, lavorando a volte in ambienti non idonei, talora con attrezzature non adeguate, spesso con personale insufficiente, ma operando sempre con profondo senso di responsabilità e con alto prestigio.
La vostra attività si espande, il continuo progresso della scienza e delle tecnologie… rende la vostra opera sempre più complessa e più difficile… per i nuovi problemi che si pongono nel settore ambientale in conseguenza dello sviluppo industriale e dello stesso benessere che ne deriva.
Se la vostra attività si espande, come dicevo, e il vostro lavoro diviene ogni giorno più complesso e più impegnativo, saprete farvi fronte, ne sono sicuro, con immutata tenacia e dedizione, ed anche con maggiore serenità di lavoro e con maggior soddisfazione una volta che i vostri Istituti siano adeguatamente potenziati. E ciò non potrà mancare. Consentitemi a questo riguardo di esprimere una certezza, più che formulare un augurio; certezza che si basa sull’attenzione con la quale il Ministro vi segue nella vostra attività quotidiana, con l’impegno che pone nel proseguire l’adeguamento delle strutture… alle effettive necessità del paese…

L’indirizzo di saluto non è stato pronunciato al 32° Congresso Nazionale dell’UN.I.D.E.A. di maggio a Perugia ma al 10° che si tenne a Torino dal 3 al 5 giugno 1967. Il prof. Graziano, in rappresentanza del Ministro della Sanità Mariotti, fece questo intervento nel consegnare al prof. Montefredine, allora Presidente, la Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica conferita due anni prima all’Associazione Nazionale dei Chimici dei Laboratori Provinciali d’Igiene.
Qualche aggettivo di troppo, un pizzico di retorica residuo di un ventennio non lontano e di un boom economico in atto forse ma certo un senso di vicinanza e di “copertura” nei confronti degli operatori che erano coscienti di avere ruolo e motivazioni. Oggi forse gli ambienti sono idonei, le attrezzature sono adeguate, magari eccessive e non razionalmente distribuite ed economicamente utilizzate, il personale è sufficiente, anche se il precariato ancora imperversa in molte realtà. Manca però a ciascuno degli operatori delle Agenzie un forte senso di appartenenza al Sistema, la consapevolezza e il riconoscimento di un ruolo, anche individuale, in una politica ambientale chiaramente espressa con obiettivi che li coinvolgano. (g.p.)

Le onorificenze e gli onori forse non sono più di moda, ma hanno o dovrebbero avere ancora un significato: distinguere le eccellenze nello svolgimento dei compiti assegnati, al di là della retorica ed oltre la banalizzazione di un quotidiano non sempre premiante. Vogliamo credere che sia così; che l’impegno nell’assolvimento del dovere risponda ad un sentimento di pubblico servizio, perciò assuma un significato etico più profondo. Se non è così, perché mai ci si dovrebbe spendere nel proprio lavoro? Perché provare soddisfazione nel realizzare anche il più modesto degli obiettivi? Qualcuno ha osservato che almeno un terzo del tempo-vita di ciascuno è dedicato al lavoro: dunque è nel lavoro che si possono e si devono concentrare gran parte delle proprie energie, magari non ricevendo ricompense particolari, ma con la coscienza che esso può contribuire a migliorare il mondo anche di un infinitesimo. Se è così, come crediamo, allora le onorificenze e le medaglie servono ancora a ricordare agli altri ed a noi stessi le risposte ai nostri perché, a recuperare il senso di appartenenza perduto e il comune dovere. (a.z.)




Lettera di Adriano Zavatti, Presidente UN.I.D.E.A. al Sig. Presidente ISPRA, al Direttore Generale ISPRA, ai Sigg. Direttori Generali ARPA/APPA, ai Sigg. Direttori Tecnico-scientifici, ai Sigg. Direttori Amministrativi ARPA/APPA


L’Unione Italiana degli Esperti Ambientali, in occasione del 32° Congresso, tenutosi a Perugia il 12-13 maggio 2011, ha rinnovato le proprie cariche sociali, come indicato nella scheda allegata.
Il nuovo Consiglio Direttivo, nella sua prima riunione, ha deciso di nominare il Presidente ed il vice Presidente, rispettivamente nelle persone del sottoscritto e dell’ing. Alessandro Di Giosa di ARPA Lazio.
Nell’assumere questo mandato, che mi onora, anche a nome di tutto il Consiglio Direttivo, desidero rivolgere alle SSLL un vivo saluto, ricordando le numerose e proficue occasioni di collaborazione, incontro e fruttuoso dialogo tra le Agenzie e l’UN.I.D.E.A., che proseguono da oltre un quindicennio e che ci auguriamo possano ripetersi e intensificarsi nel futuro, in un comune rafforzato impegno di sviluppo del sistema agenziale. Finalizzato questo ad un sempre più significativo riconoscimento del ruolo centrale delle Agenzie nella difesa dell’ambiente, attraverso il monitoraggio e controllo e la diffusione dei dati, come riferimento e supporto alle politiche di sostenibilità.
Leggi tutto



Arsenico e vecchi... problemi noti e irrisolti


Unione Europea ha bocciato le deroghe che lo Stato italiano aveva concesso a 128 comuni italiani, molti dei quali nel Lazio, nelle cui acque potabili l’Arsenico supera il limite di 10 µg/L

Documento di Adriano Zavatti, vice Presidente UN.I.D.E.A.



Aggiornati gli Statuti dei Premi Antonio Montefredine e Vittorio Gazzi - Claudio Quaranta



Editoriale postferragostano


Per il Sistema agenziale la stagione estiva non è stata avara di episodi, eventi e novità normative, concluse o proposte, di interesse locale e nazionale. Dopo la querelle politico-giudiziaria sulla nomina del Direttore Generale di ARPA Sardegna, la Regione Veneto ha commissariato la sua agenzia. La Giunta regionale calabra con il PdL n. 42/9 recante “Misure di razionalizzazione e riordino della spesa pubblica regionale” vuol decapitare e destrutturare l’ARPAC mettendola in liquidazione e istituendo un’Azienda, praticamente un dipartimento regionale, il cui personale avrà un rapporto di lavoro disciplinato dal “corrispondente CCNL privato”. Le sigle sindacali sono sul piede di guerra.
Il 3 agosto, dopo i tre mandati del dott. Paoloni, la Giunta marchigiana “in relazione alla necessità di ridurre i costi organizzativi e di ottimizzare le risorse” e “tenuto conto della complementarietà tra le funzioni della Protezione Civile e quelle dell’Agenzia” ha proceduto alla nomina di DG dell’ARPAM del dirigente del Dipartimento della Protezione Civile che ricoprirà i due incarichi. Con un solo stipendio, si intende. Se prende piede questa bizzarra filosofia della “complementarietà” tra protezione e conservazione dell’ambiente e gestione delle emergenze e tenuto conto della progressiva militarizzazione della vigilanza e controllo del territorio, temiamo che S.E. il prefetto Grimaldi possa lasciare il timone dell’ISPRA a Bertolaso o a un generale dei CC, della GdF o a un ammiraglio della Guardia Costiera. Leggi tutto



NON È PIÙ POSSIBILE TACERE


Due recenti episodi hanno messo in evidenza la debolezza del Sistema delle Agenzie Ambientali.
Da una parte un settimanale ha messo in fila una serie di episodi di malcostume che hanno colpito i vertici di alcune strutture. Dall’altra il Ministero di via Cristoforo Colombo ha presentato i risultati del primo rapporto sul contrasto all’illegalità ambientale sulla base esclusiva delle attività del NOE, della GdF, del CFS, della Guardia Costiera e della Polizia di Stato.
Senza entrare nel merito dei contenuti, crediamo che in entrambi i casi l’attività, l’impegno, la professionalità, l’immagine e la stessa credibilità delle ventuno Agenzie regionali e provinciali e degli oltre diecimila operatori vengano ignorati o, peggio, squalificati.
Se a questo aggiungiamo il visibile mancato rilancio operativo del sistema, il rischio di un taglio di risorse provocato dagli interventi sulle Regioni dalla manovra finanziaria e l’inerzia parlamentare sulla legge di riordino delle strutture di vigilanza e controllo ambientale, l’Unione Italiana degli Esperti Ambientali ritiene indispensabile intervenire pubblicamente nel tentativo di chiarire i ruoli, le competenze e le responsabilità degli attori in campo, difendere il lavoro degli operatori e mettere un punto fermo sulla politica associativa.
Il documento, predisposto dal vice presidente Zavatti, che trovate nella Sezione “Sistema agenziale”, rappresenta la piattaforma programmatica sulla quale l’Unione intende impegnarsi.
Il testo sarà inviato a tutte le istituzioni nazionali e regionali, alle strutture del Sistema agenziale, alle associazioni ambientaliste e alle forze politiche, economiche e sociali coinvolte nella gestione dell’ambiente e del territorio con l’auspicio di un immediato risveglio di interesse e, soprattutto, di un’ azione che riconduca finalmente le attività in un corretto alveo di efficacia reale, certezza tecnica e giuridica e omogeneità in tutto il Paese.
Ai frequentatori del sito chiediamo di darne la massima diffusione e di farci pervenire le osservazioni e i contributi necessari per rendere più efficace e penetrante l’effetto e per aprire un dibattito che rilanci un’attività finalmente moderna, tecnicamente e operativamente allineata con le politiche e gli indirizzi dell’Unione Europea.



Sintesi del verbale della riunione del Consiglio Direttivo tenutasi a Roma il 28 maggio 2010


  • Valutazione positiva dell’andamento del sito e proposte di miglioramento nei contenuti e nella grafica anche sulla base delle statistiche dei contatti illustrate dalla webmaster. Sollecitazione alla collaborazione.
  • Valutazione positiva dell’andamento del sito e proposte di miglioramento nei contenuti e nella grafica anche sulla base delle statistiche dei contatti illustrate dalla webmaster. Sollecitazione alla collaborazione.
  • Bilancio tecnico ed economico del Bollettino degli Esperti Ambientali.
  • Valutazione preoccupata della situazione delle strutture del Sistema Agenziale.
  • Definizione della nuova sede legale e dell’avvicendamento del segretario-tesoriere nella persona della socia dott.ssa Cristina Piermartini di ARPA Lazio.
  • Ipotesi di pacchetti di servizi nei rapporti con ISPRA/ARPA/APPA.
  • Definizione delle quote sociali per l’anno 2011 anche alla luce delle modifiche statutarie.
  • Decisione di intervento ufficiale rispetto alla Conferenza stampa del Ministero dell’Ambiente sulle attività contro i reati ambientali.
  • Valutazione degli elaborati del concorso per il nuovo logo e formazione della graduatoria.



U.N.I.D.E.A. ricorda Angelo Stoli


Il 24 Maggio 2010 è venuto a mancare Angelo Stoli.
Questo il ricordo affettuoso del Presidente dell'associazione, dott. Gaetano Valastro e del dott. Gianfranco Pallotti



Consiglio Direttivo e Assemblea dei soci di UN.I.D.E.A.


II Consiglio Direttivo di UN.I.D.E.A. è convocato a Roma per il giorno 28 maggio alle ore 15, con il seguente Ordine del Giorno:
  1. Nomina nuovo Segretario-Tesoriere e affidamento compiti a medio-lungo termine
  2. Bilancio del sito web
  3. Bilancio del BEA
  4. Modifiche statutarie
  5. Politiche nei rapporti con il Sistema Agenziale
  6. Attività svolta
  7. Congresso Nazionale 2011
  8. Concorso per il logo UN.I.D.E.A.
  9. Varie ed eventuali
Il 29 maggio è convocata, a norma dell’Art. 6 dello Statuto, l’Assemblea Ordinaria e Straordinaria dei Soci con il seguente Ordine del Giorno:
  1. Relazione del Presidente sullo stato dell’associazione
  2. Nomina a socio onorario del dott. Claudio Salvioni
  3. Approvazione delle modifiche statutarie
  4. Approvazione del Bilancio consuntivo
  5. Varie ed eventuali
Scarica il documento contenente i due Ordini del Giorno e le proposte di modifica dello Statuto (g.p.)




UN.I.D.E.A. su "L'analisi di conformità con i valori di legge: il ruolo dell'incertezza associata a risultati di misura"

Lettera al Dott. Vincenzo Grimaldi, Commissario Straordinario ISPRA e Presidente Consiglio Federale delle Agenzie, e alla Dott.ssa Sonia Cantoni, Direttore Generale ARPAT e Presidente AssoArpa

Egregio Dottore,
abbiamo avuto l’opportunità di vedere la pubblicazione in oggetto, curata da Tecnici di ISPRA e di alcune Agenzie Regionali e Provinciali e desideriamo esternarLe tutti i nostri più sinceri apprezzamenti per un’opera che, al di là dell’ esemplare rigore scientifico, rappresenta un momento di altissimo significato, sia nel percorso di accreditamento istituzionale del Sistema Agenziale, sia in quello di acquisizione dei più corretti principi tecnico-scientifici, inerenti alla corretta interpretazione dei dati, nell'applicazione delle normative ambientali, ai fini della massima trasparenza degli atti e di una sempre più efficace tutela dell’ambiente e della salute. [...]



UN.I.D.E.A. sul blocco del traffico del 28 febbraio

L’iniziativa promossa per il 28 febbraio dal sindaco Chiamparino, anche come presidente dell’ANCI, e prontamente condivisa dalla collega milanese Letizia Moratti si era allargata inizialmente a molti amministratori locali di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Non tutti, però. Anzi col passare dei giorni le defezioni sono diventate massicce e le deroghe si sono dilatate. Avrebbe potuto essere una mobilitazione degna comunque di attenzione e riflessione, indipendentemente dalla sua efficacia. [...] (g.p.)



Sintesi del verbale della riunione del Consiglio Direttivo
tenutasi a Roma il 23 gennaio 2010.
  • Approvazione del Bilancio consuntivo del 2009;
  • Predisposizione degli adempimenti per l'avvicendamento nella Segreteria del dimissionario dott. Claudio Salvioni con la socia dott.ssa Cristina Piermartini di ARPA Lazio e decisione unanime di proporre alla prossima Assemblea di giugno della qualifica di Socio Onorario al dott. Salvioni per l'efficace e appassionato lavoro svolto in tanti anni al servizio dell'associazione;
  • Esame della possibilità di ricevere contributi esterni e pubblicità sul sito;
  • Apprezzamento alla webmaster Antonella Bultrini per la strutturazione/presentazione del sito e iniziative di pubblicizzazione all'interno delle strutture e all'esterno dello stesso sito e del Bollettino al fine di acquisire contributi e materiali per la loro alimentazione;
  • Discussione sulla recente iniziativa della Regione Toscana per la razionalizzazione dei L.S.P. e richiesta di informazioni/pareri sulle altre realtà regionali;
  • Definizione della struttura di un corso di formazione, da tenersi a Roma il 25 marzo prossimo in collaborazione con ARPA Lazio, sui siti contaminati;
  • Ipotesi di tenere a Taormina nel giugno 2011 il prossimo Congresso Nazionale.



Lettera di UN.I.D.E.A. ai legali rappresentanti di ISPRA e ARPA/APPA

In occasione dell'attivazione del nuovo sito UN.I.D.E.A. ne ha informato ISPRA e le Agenzie regionali e provinciali mettendo a disposizione questo strumento e il BEA come collegamento tra il personale e le strutture (g.p.)



L'Unione prende posizione sullo Schema di Decreto interministeriale che dovrebbe regolamentare la fusione di tre istituti nell'ISPRA

Il breve testo dello Schema di Decreto ha suscitato perplessità e preoccupazioni per la previsione di strutture sul territorio e sul loro ruolo rispetto alle Agenzie regionali e provinciali e sulla laconicità dei compiti e delle funzioni del Consiglio Federale.
La bozza è stata già stoppata dal Consiglio di Stato che ha mosso alcuni rilievi e ne ha sospeso l'esame del testo in attesa di chiarimenti da parte dell'Amministrazione proponente.
Altri rilievi nel merito sono emersi in occasione di un incontro a Rimini di alcuni Direttori Generali delle Agenzie che il dott. Paoloni, DG di ARPA Marche, ha sintetizzato in una nota trasmessa a tutti i responsabili legali delle Agenzie e al dott. Grimaldi, Commissario Straordinario di ISPRA e Presidente del Consiglio Federale.
Immediatamente si è mossa ASSOARPA che ha inviato alle massime istituzioni nazionali una lettera dell'Ufficio di Presidenza nella quale si evidenziano le evidenti contraddizioni e si esprimono forti preoccupazioni per le non chiare prospettive del ruolo e dell'autonomia operativa delle Agenzie regionali e provinciali. La nota molto stringata conteneva un allegato di cinque fitte pagine di osservazioni sul metodo e sul merito dello Schema di Decreto (g.p.)